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  • La polenta al sugo di carne

    La polenta al sugo di carne è un piatto delizioso. Facile da preparare, la polenta al sugo di carne si può servire in tutte le occasioni, anche nei giorni di festa.

    La polenta al sugo di carne
    La polenta è poco costosa e versatile.
    Se avanza si può riscaldare, friggere o grigliare. Sazia a lungo, ha pochissimi grassi ed è priva di glutine. Contiene potassio, fosforo e vitamina A.
    Migliora il transito intestinale e si può rendere ancora più salutare abbinandola a verdure di stagione. Sviluppa circa 300 calorie ogni 100 grammi.
    E’ adatta non solo per ricette salate ma anche dolci come torte e biscotti.

    La polenta al sugo di carne, la ricetta
    Ecco la nostra ricetta semplice.
    Ingredienti:
    500 grammi di farina per polenta
    sale
    1 cipolla piccola
    1 carota piccola
    1 spicchio di aglio
    150 grammi di pancetta dolce a dadini
    300 grammi di macinato di vitello
    500 grammi di passata di pomodoro
    vino rosso
    olio extra vergine d’oliva
    1 foglia di alloro

    Prepariamo la polenta portando a bollore circa 2 litri di acqua. Versiamo la farina per polenta a pioggia e mescoliamo. Cuociamo a fiamma bassa mescolando spesso. Sulla pentola mettiamo un coperchio lasciandolo però leggermente sollevato; per riuscirci appoggiamo sul bordo della pentola una posata.
    Per il condimento tritiamo la carota e la cipolla. In una pentola a bordi alti mettiamo un giro d’olio, l’aglio schiacciato e la foglia di alloro. Uniamo il trito e mescoliamo. Quando la cipolla diventa trasparente versiamo la pancetta e poi la carne. Bagniamo col vino e lasciamo sfumare. Dopo qualche minuto versiamo la passata e mescoliamo bene. Copriamo e cuociamo per circa 40 minuti; saliamo leggermente.
    La polenta sarà pronta dopo circa 40 minuti; saliamo. Eliminiamo l’aglio e la foglia di allora dal sugo. Serviamo la polenta calda con abbondante condimento.

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    Peperone crusco: bontà dolcezza ed origini

    A dispetto dell’idea comune del peperone, quello crusco non è piccante ma anzi dolce e di colore rosso con la sua croccantezza donata dal tipo di lavorazione che lo contraddistingue. Ora andremo a vedere nello specifico le origini del peperone crusco, gli usi e le curiosità di questo must della cucina lucana e calabrese.

    Fu importato dagli aragonesi nel XVI secolo in Italia dalle colonie spagnole delle Antille e, grazie alla dedizione e cura dei contadini meridionali nei confronti di questa qualità di peperone, si è aggiudicato la certificazione IGP (indicazine geografica protetta). In origine Capsicum annuum, famiglia delle Solanacee, è approdato quindi in Europa grazie al ritorno dalle Americhe di Cristoforo Colombo. Un piccolo aneddoto narra che il medico di bordo Chanca di Siviglia abbia scoperto le loro virtù sia mediche che culinarie stivandone una bella quantità in una delle caravelle. Per prepararlo viene utilizzato di norma il peperone di Senise IGP simile ai peperoncini piccanti ma dalle noti dolci e con una polpa perfetta per l’essiccazione. Il procedimento che deve seguire è particolarmente preciso prima di tutto deve friggere leggermente per pochi secondi e per raggiungere la croccantenzza che lo contraddistingue lo si mette in frigo. E’ proprio mediante questo shock termico che assume questa particolare consistenza detta crusca, la quale ne determina il nome appunto. Ma perché il nome Senise? Questa località lucana è in provincia di Potenza e la semina dei peperoni, rigorosamente in agosto, avviene ai piedi del Parco Nazionale del Pollino. Dopo la raccolta vengono racchiusi per circa tre giorni in stoffe appositamente scelte ove riposano per poi essere cuciti tutti insieme con ago e filo nelle tipiche collane chiamate serte lunghe anche per diversi metri e infine appese ai balconi o altre strutture per l’essiccazione finale. In moltissimi paesi della Calabria e Basilicata tutt’ora oggi è in uso questa tipica tradizione che emana nelle strade un profumo dolce e dipinge di un rosso acceso tutto il paesaggio. Inoltre grazie a questo tipo di essiccazione è perfetto per essere usato tutto l’anno dalle salse per condimento all’accompagnamento di carne o pesce o polverizzato da utilizzare come spezia.

    Ampiamente usato in ambito popolare ha riscosso un grande successo anche in ambito nazionale, vediamo quindi in definitiva come poterlo usare al meglio in cucina. Innanzi tutto non deve essere assolutamente lavato se non pulito con un panno asciutto, in seguito va fritto nell’olio bollente scolato e poi spezzato per esaltarne il sapore. A questo punto è perfetta la sua presenza nelle farciture, nella carne macinata o come aggiunta nei primi. Una ricetta che non può mancare in una cucina che si rispetti è peperone crusco e patate, ricetta tipica della Basilicata. Infine per concludere ne lodiamo la presenza all’interno di due piatti molto particolari e molto interessanti, quali cervello di vitello con piselli sbollentati e riso basmati al curry e un panino gourmet a base di pancia di vitello, senape, barbabietola, acciughe, cipolle, uovo di quaglia e tonno.

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  • Il succo di arancia 100%, salutare e buonissimo

    Il succo di arancia 100% potrebbe proteggere l’apparato cardiovascolare senza avere conseguenze sul peso. Consumare regolarmente un bicchiere di succo di arancia 100% sarebbe indicato per monitorare la pressione arteriosa.

    Il succo di arancia 100%, perché fa bene

    Secondo i dati diffusi duranti il congresso della Federation of european nutrition societies, il succo di arancia 100% sarebbe piuttosto benefico.
    I suoi effetti positivi riguardano l’apparato cardiocircolatorio perché sarebbe in grado di mantenere costante la pressione arteriosa.
    Gli esperti hanno sottolineato che non ha affetti negativi sul peso. Consumare quotidianamente un bicchiere di succo di arancia 100% non fa ingrassare.
    A renderlo particolarmente salutare è la presenza di esperidina che riduce la pressione arteriosa. Si tratta di un polifenolo utile a garantire il buon funzionamento dei vasi sanguigni.
    Inoltre, il succo di arancia 100%, senza eccessi, non fa ingrassare come è stato dimostrato da un’analisi scientifica. Sono stati presi in esame per 12 settimane 200 pazienti che hanno consumato dai 2 ai 3 bicchieri , pari a massimo 500 ml. E’ stato concluso che questa bevanda non influisce negativamente sul peso perché il contenuto calorico è ridotto.

    Il succo di arancia 100%, idee in cucina

    Il succo di arancia 100% è salutare e buonissimo. Perfetto per una pausa rigenerante si può adoperare per moltissime ricette, sia dolci che salate.
    Al mattino si può accompagnare con del pane o una fettina di torta ma si è buonissimo anche con dei cereali o uno yogurt.
    Il succo di arancia è l’ideale per preparare dolci come crostate e creme. Può diventare la bagna di un pandispagna o di un ciambellone oppure si può aggiungere alle torte.
    Nei piatti salati si può aggiungere durante la cottura delle carni, per esempio delle scaloppine. Si abbina anche con le verdure e gli ortaggi come i cavolini di bruxelles.

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  • I crostini al pesto di rucola e noci per Ognissanti

    I crostini al pesto di rucola e noci è un’idea vegetariana per Ognissanti. I crostoni al pesto di rucola e noci sono un’idea per riciclare il pane avanzato.

    I crostini al pesto di rucola e noci per Ognissanti

    Il nostro pesto di rucola e noci si può usare per preparare tramezzini, panini o per farcire torte salate.
    Il primo novembre è un giorno di festa nazionale nel quale si ricordano tutti i santi. Le origini di que
    sta ricorrenza si fanno risalire ad antichi riti agrari in uso nell’antica Roma.
    Invece, il 2 novembre è la giornata dedicata alla commemorazione dei defunti. In tutta Italia è tradizione consumare piatti particolari preparate con fave secche e carni ma anche cardi e castagne.
    Per questa giornata di festa si portano in tavola preparazioni elaborate e golose come i dolci a base di frutta secca.

    I crostini al pesto di rucola e noci per Ognissanti
    Ecco la nostra ricetta vegetariana.
    Ingredienti:
    300 grammi di rucola fresca
    olio extra vergine d’oliva
    100 grammi di noci sgusciate
    sale
    pane raffermo
    Mondiamo la rucola eliminando le foglie più rovinate e vecchie. Laviamola con attenzione e lasciamola scolare. Spezziamo grossolanamente le noci e trasferiamole nel vaso del mixer. Aggiungiamo circa 2 cucchiai di olio ed iniziamo a frullare a scatti. Uniamo la rucola e continuiamo a frullare fino ad ottenere la consistenza desiderata.
    Saliamo e mescoliamo bene.
    Tagliamo il pane a fette e mettiamolo in una padella antiaderente oppure in forno a 180 gradi per 5 minuti. Appena diventa dorato cospargiamolo col pesto di rucola e noci e serviamo.

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  • Ottieni frullati freschi e salutari con il frullatore sottovuoto

    Nel mondo degli elettrodomestici periodicamente sono disponibili prodotti decisamente utili per la casa e la cucina. Vogliamo parlare oggi dei frullatori di nuova generazione, elettrodomestici che sempre più spesso sono utilizzati anche per preparati che fanno bene alla salute. In particolare oggi, grazie ad aziende leader nel settore, come Philips, è disponibile in commercio un frullatore che rispetta al massimo gli alimenti in esso introdotti, consentendoci di preparare frullati di frutta e verdura sani e ricchi di nutrienti.

    Il sottovuoto nel frullatore
    Quando si frulla un alimento con il frullatore le lame dell’elettrodomestico vanno a frantumare la polpa della frutta, i pezzetti di verdura, i cereali o i legumi cotti. Nel caso di frutta e verdura fresche è fondamentale che durante l’operazione, volta a preparare un salutare frullato, l’azione delle lame non sia troppo prolungata e che non entri nel bicchiere una eccesiva quantità di aria. Le lame altrimenti scaldano gli alimenti e l’aria li ossida. Il risultato è decisamente poco utile: il calore e l’ossigeno vanno infatti ad influire sulla quantità di vitamine presenti nel frullato. Questo è vero soprattutto con la vitamina C; si calcola infatti che un frullatore con bicchiere sottovuoto consenta di mantenere intatta il triplo della vitamina C rispetto ad un elettrodomestico tradizionale.

    La vitamina C e l’ossigeno
    Purtroppo la vitamina C si ossida con grande facilità; all’interno di un frullato o di una spremuta esposti all’aria essa si deteriora progressivamente. Se però questi preparati contengono il massimo di vitamina C possibile, potremo anche chiuderli in un contenitore ermetico, per poi conservarli in frigorifero in modo da consumarli in un secondo tempo. Questo è uno dei principali vantaggi dovuti all’utilizzo di un elettrodomestico sottovuoto: il frullato della colazione potrà essere più abbondante, per poterlo poi bere nel corso della giornata. Basterà tenerlo in una borraccia termica, con tappo ermetico, per avere a disposizione tutta la vitamina C di cui si ha bisogno nel corso della giornata. Questo piccolo accorgimento permette quindi di preparare frullati più salutari e ricchi di vitamine, senza complicare in alcun modo la preparazione degli alimenti.

    Altri vantaggi
    Quando si utilizza un frullatore tradizionale all’interno della bevanda entra anche l’aria, che circola liberamente nel bicchiere. Aprire più volte il tappo sul bicchiere per verificare la consistenza del frullato immette ulteriore aria. Il risultato è un frullato ricco di schiuma, cosa che lo rende anche più chiaro e ne smorza i colori. Il frullatore sottovuoto offre un risultato ben diverso: il fatto che l’aria non possa penetrare nel bicchiere durante l’utilizzo dell’elettrodomestico consente di ottenere un frullato meno schiumoso e dalla consistenza vellutata, il cui colore è più vivace, grazie anche alla mancanza di ossidazione di alcune molecole da parte dell’ossigeno presente nell’aria stessa. I modelli semi professionali oggi disponibili in commercio permettono anche di selezionare differenti velocità di preparazione dei frullati, per scegliere quella che si preferisce. Si tratta quindi di elettrodomestici più efficienti, che permettono di dare vita a preparazioni più sane e ricche di sostanze nutritive benefiche, senza andare ad interferire con le preferenze di ognuno.

    Post in collaborazione con Philips

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  • La focaccia alle verdure, vegetariana e facile

    La focaccia alle verdure si può preparare in tantissime occasioni. Per un pranzo veloce, una gita fuori porta o una cena in piedi, la focaccia alle verdure è l’ideale.

    La focaccia alle verdure
    E’ una ricetta semplice e vegetariana. Gli ingredienti cambiano secondo la stagione dell’anno. Durante l’estate possiamo scegliere peperoni, zucchine e melanzane. Invece, d’inverno si può optare per zucche, patate e finocchi.
    In un pranzo informale si può portare in tavola direttamente in teglia mentre se si tratta di un picnic si può tagliare a fette oppure preparare in porzioni singole.

    La focaccia alle verdure, la ricetta
    Ecco la nostra ricetta.
    Ingredienti:
    400 grammi di farina
    15 grammi di lievito di birra fresco
    acqua
    latte intero
    150 grammi di ricotta vaccina
    1 peperone
    2 patate piccole
    1 melanzana
    100 grammi di fagiolini
    sale
    olio extra vergine d’oliva
    Setacciamo la farina in una ciotola; a parte sciogliamo il lievito in poco latte tiepido. Versiamolo nella farina e mescoliamo con un cucchiaio. Uniamo circa mezzo bicchiere di acqua continuando a lavorare.
    Aggiungiamo la ricotta, impastiamo e versiamo il resto della farina. Lavoriamo la pasta su un piano infarinato per circa dieci minuti. L’impasto deve diventare elastico e sodo. Formiamo un panetto, trasferiamolo in una ciotola unta e copriamolo con un canovaccio. Lasciamo lievitare per circa due ore.
    Prepariamo le verdure. Laviamo le melanzane, i peperoni ed i fagiolini; sbucciamo le patate. Mondiamo i fagiolini e poi tagliamoli a pezzetti. Facciamo lo stesso con gli altri ingredienti.
    In una padella antiaderente mettiamo un cucchiaio di olio ed aggiungiamo le patate. Saliamo, giriamo e dopo qualche minuto versiamo le melanzane ed i fagiolini. Cuociamo velocemente ed all’ultimo mettiamo i peperoni. Spegniamo e facciamo freddare.
    Quando l’impasto è raddoppiato, stendiamolo aiutandoci con un mattarello in modo da formare una sfoglia. Trasferiamola in una teglia ben unta e condiamo con gli ortaggi. Mettiamo in forno già caldo per circa 15 minuti a 180 gradi.
    La focaccia è buona anche tiepida.

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  • Consigli e altro in cucina

    Crema spumosa al caffè, senza gelatiera

    Il caffè è un piacere, anche in piena estate. C’è chi lo ama solo bollente, e in effetti così andrebbe bevuto per mantenere al massimo il profumo e il gusto; detto questo, in pieno agosto il caffè caldissimo non sempre attira e allora ci spostiamo verso caffè shakerati, creme al caffè, gelati aromatizzati con questa bevanda ma freschi e delicati. La crema di caffè del bar, quella soffice come un sorbetto, in effetti si può preparare anche a casa.

    Il caffè fa bene in estate?
    Veniamo alla prima questione: fa bene bere caffè in estate? Non ci sono motivazioni dietetiche o salutistiche per rinunciare a questa bevanda quando il clima si fa caldo. Chi vive nei deserti più caldi del mondo bene da sempre tè caldo e caffè intensamente aromatizzato al cardamomo o alla cannella. Detto questo, è chiaro che nei momenti del giorno in cui il caldo si fa sentire di più, magari prediligiamo una bevanda non completamente bollette. Il caffè in estate ci aiuta a darci la carica, necessaria per superare i momenti di spossatezza causati propri dal caldo. Se però non amiamo le bevande calde in pieno agosto, allora posiamo decidere di bere il caffè freddo. L’importante è che sia un buon caffè, non quello solubile o preparato con polvere di qualità dubbia; meglio quindi rivolgersi verso i migliori produttori e distributori, presenti anche nel nostro Paese.

    Come si prepara la crema di caffè spumosa
    In effetti le ricette sono varie, ma partono tutte da almeno 2-3 tazzine di un buon caffè preparato a regola d’arte, come quello ottenibile con le cialde caffe expert; prepariamolo con largo anticipo e lasciamolo raffreddare. Da aggiungere per creare la cremosità panna di latte, o anche una crema vegetale, di soia o di riso, e poco zucchero.

    Ingredienti
    250 ml panna
    3 tazzine di buon caffè già freddo
    3 cucchiai di zucchero a velo

    Preparazione
    Mettiamo gli ingredienti nella ciotola della planetaria, o in una ciotola alta. Montiamo con una frusta, quella dell’elettrodomestico, o comunque con un accessorio elettrico, questo perché montare la crema di caffè a mano potrebbe risultare lungo e poco divertente, soprattutto in estate.

    Continuiamo a montare fino a che la crema non diviene della consistenza preferita. Distribuiamola in 4-6 tazzine (dipende dalla quantità di crema che vi inseriremo) e teniamole in frigo fino al momento dell’utilizzo.

    Qualche suggerimento
    La panna per montare al meglio deve essere ben fredda. Abituiamoci quindi a tenerla in frigo, anche quando acquistiamo i barattolini di panna a lunga conservazione, che potrebbero stare anche in un luogo a temperature ambiente. In questo modo ogni volta che desidereremo montare la panna non avremo alcun problema.
    volendo si può preparare la crema spumosa di caffè anche con l’acqua, al posto della panna; per dare struttura alla crema però è necessario utilizzare il caffè solubile e la planetaria è d’obbligo. Se non abbiamo né planetaria, né frullatore, possiamo mettere panna, caffè freddo e zucchero, in una bottiglia e utilizzarla come shaker improvvisato, provare per credere.

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  • Crumble alle pesche per Ferragosto

    Il crumble alle pesche è il nostro dolce casalingo per Ferragosto. Per il nostro crumble di pesche vi proponiamo la nostra ricetta facile e veloce. Si possono preparare in anticipo e renderle ancora più golose aggiungendo cacao, del miele italiano o frutta secca.


    Il crumble alle pesche
    Si tratta di una preparazione molto facile della tradizione del Regno Unito. Si usa soprattutto per pietanze salate ma è perfetto anche per i dolci. In moltissime ricette, il crumble viene reso più croccante e speciale dall’aggiunta di mandorle, nocciole o da un pizzico di farina integrale.
    Per una riuscita perfetta è consigliabile scegliere frutta matura, naturalmente dolce e profumata. E’ un’idea semplice e gustosa per utilizzare verdure e frutta ammaccata o avanzata. Se si desidera un’alternativa ancora più golosa è possibile mischiare le pesche con delle albicocche, del melone oppure delle susine.

    Il crumble alle pesche, la ricetta
    Ecco come preparare questo dolce gustoso.
    Ingredienti:
    1 limone
    200 grammi di farina
    1 pizzico di sale
    100 grammi di zucchero
    300 grammi di pesche mature
    zucchero semolato

    Prepariamo il crumble, ossia le briciole da aggiungere sopra la frutta. In una terrina mettiamo la farina, un pizzico di sale e lo zucchero. Giriamo ed aggiungiamo il burro ben freddo. Amalgamiamo velocemente; con le dita formiamo delle briciole grossolane. Sbucciamo le pesche, eliminiamo il nocciolo e tagliamole a quadretti. Condiamole con il succo filtrato di mezzo limone, un pizzico di scorza di limone ed un cucchiaio di zucchero; mescoliamo.
    Trasferiamole in una teglia da forno a bordi alti. Copriamo con il crumble, formando uno strato che copra le pesche. Mettiamo in forno già caldo e cuociamo a 180 gradi per circa 15 minuti. Il dolce è pronto quando la superficie appare dorata. Facciamo freddare e serviamo direttamente nella teglia. E’ ottimo anche tiepido.

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  • Cambiare la dieta quotidiana aiuta a vivere di più

    Cambiare la dieta quotidiana in misura ridotta aiuta a vivere di più. Secondo uno studio scientifico cambiare la dieta quotidiana non è difficoltoso e permette di ridurre il rischio di morte prematura.

    Cambiare la dieta quotidiana, cosa dice la scienza
    Una ricerca ha sottolineato che modificare, con piccoli gesti, l’alimentazione può favorire la longevità. I ricercatori dell’università di Harvard hanno studiato per 12 anni 74mila volontari, prendendo in esame la dieta seguita. Dai risultati è emerso che mangiare bene proteggeva dalle possibilità di morte prematura. Gli esperti hanno dimostrato che modificare la dieta, anche di poco, permette di migliorare l’aspettativa di vita.
    E’ sufficiente sostituire, in parte, la carne con i legumi per abbassare le possibilità di morte fra l’8 ed il 17%.
    I cibi che non dovrebbero mai mancare sono le verdure, i cereali integrali, il pesce, i legumi e la frutta. Inoltre, bisognerebbe controllare l’apporto di sale aumentando la quantità di frutta secca e di omega 3.
    Migliorare la dieta di ogni giorno mantiene il benessere del cuore ed abbassa le possibilità di sviluppare delle patologie cardiovascolari.

    Cambiare la dieta quotidiana, consigli in cucina

    Con piccoli gesti si può imparare a migliorare la dieta quotidiana.
    E’ importante inserire settimanalmente cibi come i legumi che apportano minerali, proteine e fibre.
    Per ridurre il sale si possono utilizzare erbe aromatiche, peperoncino, pepe, succo di limone o aceto. L’olio extra vergine d’oliva dovrebbe essere il condimento da preferire perché ricco di sostanze importanti, come gli antiossidanti.
    Inoltre, è opportuno tenere sotto controllo il consumo di alcol e superalcolici. Le bevande zuccherate si possono rimpiazzare con centrifughe di verdura e frutta, frullati, tisane o spremute casalinghe. La frutta secca, senza eccessi, è un ottimo spezza fame ed è ideale anche a colazione.
    I dolci andrebbero consumati senza eccessi e non ogni giorno e si possono sostituire con un frutto di stagione o una macedonia al naturale.

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    Gli sprechi alimentari delle mense scolastiche: cosa dovrebbero fare le scuole italiane?

    Le famiglie italiane hanno cambiato in modo eccellente le loro abitudini alimentari nel corso degli ultimi anni, in parte perché sempre più attente alla sostenibilità e in parte perché desiderose di riuscire a risparmiare quanto più possibile, dato che di soldi a disposizione non ce ne sono mai abbastanza. Le famiglie italiane sono quindi riuscite a comprendere come fare una spesa che risulti responsabile, calibrata sui reali bisogni alimentari della famiglia, così da evitare ogni possibile spreco. Non solo, gli italiani sono diventati anche dei veri e propri maghi nel riutilizzo degli ingredienti, soprattutto grazie al potere del web che offre loro libero accesso a migliaia e migliaia di ricette. E ciò che proprio non può essere utilizzato, lo si surgela ovviamente!

    Sì, le famiglie italiane hanno cambiato le abitudini alimentari in modo eccellente e stanno quindi nel loro piccolo facendo qualcosa di concreto contro lo spreco alimentare. Possono ritenersi soddisfatte, sino a quando non arriva il momento di mandare i loro bambini al nido, alla scuola materna, alle scuole elementari a tempo pieno. Che cosa accade infatti a tutto il cibo delle mense scolastiche? I bambini mangiano tutto ciò che hanno nel piatto o producono molto spreco? I bambini producono molto spreco alimentare: sembra che addirittura un terzo dei prodotti che arrivano sulle loro tavole a scuola vada a finire direttamente nel cassonetto della spazzatura.

    Non possiamo assolutamente permetterci uno spreco di questa tipologia, ma che cosa possono fare le scuole per evitarlo? Le scuole dovrebbero prima di tutto cercare di fornire ai bambini, anche a quelli più piccoli, informazioni utili su che cosa sia lo spreco alimentare e sul perché si tratti di una pratica che non deve assolutamente essere protratta. Dovrebbero incentivarli quindi a mangiare ciò che hanno nel piatto e a non aprire i prodotti confezionati se si sentono già sazi e se credono che non riusciranno a finirli. Certo, informare e dare queste piccole indicazioni è importante, ma da solo non basta.

    I prodotti confezionati che non sono stati aperti dovrebbero essere depositati dai bambini e dai ragazzi si un tavolo, che la scuola provvederà ad allestire per l’occasione. Questi prodotti confezionati potrebbero poi essere offerti ai bambini al momento della merenda oppure potrebbero essere consegnati loro alla fine delle lezioni scolastiche, in modo che vengano portati a casa e consumati quindi in famiglia. Un’altra valida alternativa potrebbe essere quella di offrire questi prodotti confezionati ad associazioni di volontariato che potrebbero poi portarli alle persone più bisognose, sempre che abbiamo una scadenza lunga nel tempo. Per quanto riguarda invece la frutta fresca, potrebbe essere intelligente che le scuole creassero degli spazi in cui conservarla, ovviamente in modo adeguato e sempre seguendo quelle che sono le normative oggi vigenti, così che i bambini possano mangiarla a merenda oppure il mattino successivo durante le ore scolastica.

    Ovviamente lo spreco alimentare non è un problema solo ed esclusivamente italiano, ma anzi un problema a livello globale. Negli altri paesi si stanno già prendendo molti provvedimenti al proposito, sulla falsariga di ciò che sopra abbiamo avuto modo di descrivervi. In America in modo particolare, dove lo spreco alimentare è davvero molto elevato, si seguono questo genere di direttive ormai in molti istituti. QUi da noi in Italia si inizia a parlarne adesso, ma per il momento pochi istituti prendendo in considerazione queste indicazioni. Sarebbe bello se anche da noi invece si diffondessero quanto più possibile, così da poter nel giro di qualche anno riuscire ad eliminare del tutto lo spreco alimentare delle mense scolastiche.

    Articolo a cura della redazione di Scuola Magazine

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