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  • Cambiare la dieta quotidiana aiuta a vivere di più

    Cambiare la dieta quotidiana in misura ridotta aiuta a vivere di più. Secondo uno studio scientifico cambiare la dieta quotidiana non è difficoltoso e permette di ridurre il rischio di morte prematura.

    Cambiare la dieta quotidiana, cosa dice la scienza
    Una ricerca ha sottolineato che modificare, con piccoli gesti, l’alimentazione può favorire la longevità. I ricercatori dell’università di Harvard hanno studiato per 12 anni 74mila volontari, prendendo in esame la dieta seguita. Dai risultati è emerso che mangiare bene proteggeva dalle possibilità di morte prematura. Gli esperti hanno dimostrato che modificare la dieta, anche di poco, permette di migliorare l’aspettativa di vita.
    E’ sufficiente sostituire, in parte, la carne con i legumi per abbassare le possibilità di morte fra l’8 ed il 17%.
    I cibi che non dovrebbero mai mancare sono le verdure, i cereali integrali, il pesce, i legumi e la frutta. Inoltre, bisognerebbe controllare l’apporto di sale aumentando la quantità di frutta secca e di omega 3.
    Migliorare la dieta di ogni giorno mantiene il benessere del cuore ed abbassa le possibilità di sviluppare delle patologie cardiovascolari.

    Cambiare la dieta quotidiana, consigli in cucina

    Con piccoli gesti si può imparare a migliorare la dieta quotidiana.
    E’ importante inserire settimanalmente cibi come i legumi che apportano minerali, proteine e fibre.
    Per ridurre il sale si possono utilizzare erbe aromatiche, peperoncino, pepe, succo di limone o aceto. L’olio extra vergine d’oliva dovrebbe essere il condimento da preferire perché ricco di sostanze importanti, come gli antiossidanti.
    Inoltre, è opportuno tenere sotto controllo il consumo di alcol e superalcolici. Le bevande zuccherate si possono rimpiazzare con centrifughe di verdura e frutta, frullati, tisane o spremute casalinghe. La frutta secca, senza eccessi, è un ottimo spezza fame ed è ideale anche a colazione.
    I dolci andrebbero consumati senza eccessi e non ogni giorno e si possono sostituire con un frutto di stagione o una macedonia al naturale.

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    Gli sprechi alimentari delle mense scolastiche: cosa dovrebbero fare le scuole italiane?

    Le famiglie italiane hanno cambiato in modo eccellente le loro abitudini alimentari nel corso degli ultimi anni, in parte perché sempre più attente alla sostenibilità e in parte perché desiderose di riuscire a risparmiare quanto più possibile, dato che di soldi a disposizione non ce ne sono mai abbastanza. Le famiglie italiane sono quindi riuscite a comprendere come fare una spesa che risulti responsabile, calibrata sui reali bisogni alimentari della famiglia, così da evitare ogni possibile spreco. Non solo, gli italiani sono diventati anche dei veri e propri maghi nel riutilizzo degli ingredienti, soprattutto grazie al potere del web che offre loro libero accesso a migliaia e migliaia di ricette. E ciò che proprio non può essere utilizzato, lo si surgela ovviamente!

    Sì, le famiglie italiane hanno cambiato le abitudini alimentari in modo eccellente e stanno quindi nel loro piccolo facendo qualcosa di concreto contro lo spreco alimentare. Possono ritenersi soddisfatte, sino a quando non arriva il momento di mandare i loro bambini al nido, alla scuola materna, alle scuole elementari a tempo pieno. Che cosa accade infatti a tutto il cibo delle mense scolastiche? I bambini mangiano tutto ciò che hanno nel piatto o producono molto spreco? I bambini producono molto spreco alimentare: sembra che addirittura un terzo dei prodotti che arrivano sulle loro tavole a scuola vada a finire direttamente nel cassonetto della spazzatura.

    Non possiamo assolutamente permetterci uno spreco di questa tipologia, ma che cosa possono fare le scuole per evitarlo? Le scuole dovrebbero prima di tutto cercare di fornire ai bambini, anche a quelli più piccoli, informazioni utili su che cosa sia lo spreco alimentare e sul perché si tratti di una pratica che non deve assolutamente essere protratta. Dovrebbero incentivarli quindi a mangiare ciò che hanno nel piatto e a non aprire i prodotti confezionati se si sentono già sazi e se credono che non riusciranno a finirli. Certo, informare e dare queste piccole indicazioni è importante, ma da solo non basta.

    I prodotti confezionati che non sono stati aperti dovrebbero essere depositati dai bambini e dai ragazzi si un tavolo, che la scuola provvederà ad allestire per l’occasione. Questi prodotti confezionati potrebbero poi essere offerti ai bambini al momento della merenda oppure potrebbero essere consegnati loro alla fine delle lezioni scolastiche, in modo che vengano portati a casa e consumati quindi in famiglia. Un’altra valida alternativa potrebbe essere quella di offrire questi prodotti confezionati ad associazioni di volontariato che potrebbero poi portarli alle persone più bisognose, sempre che abbiamo una scadenza lunga nel tempo. Per quanto riguarda invece la frutta fresca, potrebbe essere intelligente che le scuole creassero degli spazi in cui conservarla, ovviamente in modo adeguato e sempre seguendo quelle che sono le normative oggi vigenti, così che i bambini possano mangiarla a merenda oppure il mattino successivo durante le ore scolastica.

    Ovviamente lo spreco alimentare non è un problema solo ed esclusivamente italiano, ma anzi un problema a livello globale. Negli altri paesi si stanno già prendendo molti provvedimenti al proposito, sulla falsariga di ciò che sopra abbiamo avuto modo di descrivervi. In America in modo particolare, dove lo spreco alimentare è davvero molto elevato, si seguono questo genere di direttive ormai in molti istituti. QUi da noi in Italia si inizia a parlarne adesso, ma per il momento pochi istituti prendendo in considerazione queste indicazioni. Sarebbe bello se anche da noi invece si diffondessero quanto più possibile, così da poter nel giro di qualche anno riuscire ad eliminare del tutto lo spreco alimentare delle mense scolastiche.

    Articolo a cura della redazione di Scuola Magazine

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  • Salmone al limone

    Il salmone al limone è un secondo delizioso e profumato. Da preparare in padella, il salmone al limone è arricchito da una manciata di olive nere. E’ un piatto veloce che apporta preziosi minerali, proteine e grassi buoni.

    Il salmone al limone

    Il salmone è un pesce versatile che si trova in vendita con grande facilità.
    Ha carni sode e grasse che si prestano ad innumerevoli ricette, dagli antipasti ai secondi. In commercio si trova fresco, surgelato o affumicato. Apporta proteine e grassi omega 3, utili per il benessere cardiovascolari. Nel salmone sono presenti minerali come il selenio, il fosforo ed il ferro. Contiene vitamine come quelle del gruppo B e carotenoidi.
    Invece, il limone favorisce la depurazione ed è un antisettico naturale. Del limone si utilizza veramente tutto: dalla scorza alla foglie. E’ possibile realizzare un intero menù, dall’antipasto al dolce, con questo profumato agrume. Il succo di limone è ottimo per condire le insalate e le verdure bollite, riducendo il consumo di altri condimenti e del sale. Affettato si può utilizzare nei cartocci di pesce o di carne mentre la scorza si può aggiungere a primi piatti, secondi e dolci.

    Il salmone al limone, la nostra ricetta
    Per il nostro secondo piatto di pesce ecco come dobbiamo procede.
    Ingredienti:
    2 fette di salmone fresco
    1 limone non trattato
    2 cucchiai di olive nere snocciolate
    sale
    erba cipollina

    Laviamo il limone, asciughiamolo e spremiamone la metà. Affettiamo il resto del limone. In una padella antiaderente mettiamo i tranci di salmone e bagniamo col succo di limone filtrato. Abbassiamo la fiamma e dopo qualche minuto giriamo delicatamente le fette. Saliamo, aggiungiamo le olive e due o tre fettine di limone. Facciamo insaporire per circa 5 minuti e spegniamo. Serviamo il salmone con le fette di limone e l’erba cipollina tritata sottilmente.

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  • Cestini alle fragole

    I cestini alle fragole sono dolcetti freschi e golosi. Veloci da preparare, i cestini alle fragole sono ottimi per i fine pasto ma anche come spuntino pomeridiano.

    I cestini alle fragole, le varianti

    Le fragole si trovano in commercio a partire dalla primavera. Al momento dell’acquisto devono avere il picciolo verde. Devono essere sode e senza tracce di muffa.
    Si tratta di frutti ricchi di acqua, fibre e con poche calorie.
    La nostra ricetta si può facilmente personalizzare. E’ possibile utilizzare più tipologie di frutta, per esempio fragole e nespole, oppure frutta sciroppata.
    Per chi apprezza il cacao si può aggiungere alla farcitura oppure per creare una bella decorazione.
    Invece, se si ama il caffè è possibile incorporarne qualche goccia alla ricotta, rendendola veramente speciale.

    I cestini alle fragole, la ricetta
    Vediamo adesso la nostra ricetta.
    Ingredienti:
    1 rotolo di pasta brisè
    300 grammi di fragole mature
    100 grammi di cioccolato fondente
    100 grammi di zucchero semolato
    1 limone non trattato
    ½ cucchiaino di cannella grattugiata
    300 grammi di ricotta mista
    foglie di menta
    1 cucchiaio di miele

    Mettiamo la ricotta in uno scolapasta, così da eliminare il siero.
    Trasferiamo la ricotta in una terrina e giriamo bene in modo da togliere i grumi. Laviamo il limone e grattugiamo un po’ della scorza, soltanto la parte gialla. Spremiamolo e filtriamo il succo.
    Aggiungiamo lo zucchero, la scorza di limone ed il cioccolato tritato. Mescoliamo con cura. Laviamo velocemente le fragole, togliamo il picciolo e tagliamole a quadretti. Aggiungiamo il miele e bagniamole con il succo di mezzo limone.
    Stendiamo la pasta brisè e rivestiamo gli stampini precedentemente imburrati. Mettiamoli in forno già caldo per circa 20 minuti a 180 gradi. Facciamoli freddare. Scoliamo le fragole dal succo e mescoliamole delicatamente al composto di ricotta. Farciamo i cestini e decoriamo con delle foglie di menta.

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    Gli spaghetti agli asparagi

    Gli spaghetti agli asparagi si possono preparare per Pasqua. La nostra ricetta degli spaghetti agli asparagi prevede l’utilizzo della passata di pomodoro. E’ un piatto primaverile e vegetariano.

    Gli spaghetti agli asparagi, i passaggi

    Gli asparagi coltivati si trovano facilmente in vendita durante tutta la primavera. Le varietà sono tante ed ognuna ha un sapore e un profumo particolare. In campagna si trovano quelli selvatici che si differenziano per le dimensioni, minori, e per il gusto più marcato. Si conservano in frigorifero oppure immergendo i gambi in una ciotola di acqua fresca.
    Gli asparagi si cucinano velocemente. Dopo averli lavati è sufficiente piegarli in maniera che il gambo si spezzi. La parte più legnosa è perfetta per minestroni, zuppe e frullati. Sono depurativi e sazianti perché hanno buone quantità di fibre. Con gli asparagi si preparano primi, contorni, secondi ed antipasti. Ottimi con le uova possono anche essere sbollentati e serviti in insalata.

    Gli spaghetti agli asparagi, la ricetta
    Per il nostro primo vegetariano dobbiamo seguire questi semplici passaggi.
    Ingredienti:
    300 grammi di asparagi freschi
    300 grammi di spaghetti
    olio extra vergine d’oliva
    1 spicchio d’aglio
    150 grammi di passata di pomodoro
    sale
    olio extra vergine d’oliva
    1 cipollotto fresco
    1 peperoncino
    Laviamo gli asparagi ed eliminiamo la parte del gambo molto dura. Affettiamo sottilmente il cipollotto, schiacciamo l’aglio e mettiamo in padella con abbondante olio. Teniamo la fiamma bassa e dopo qualche minuto aggiungiamo gli asparagi tagliati a rondelle. Saliamo e mescoliamo. Versiamo la passata e mettiamo il coperchio. Portiamo a bollore l’acqua per la pasta, aggiungiamo gli spaghetti e scoliamoli al dente. Trasferiamoli nella pentola col sugo e facciamo insaporire, unendo pochi cucchiai di acqua di cottura della pasta.
    Spegniamo, aggiungiamo il peperoncino e serviamo. Per aggiungere un tocco speciale si può spolverare con del formaggio grattugiato poco stagionato.

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  • I carciofi ripieni di carne

    I carciofi ripieni di carne si possono gustare tiepidi o freddi e possono essere usati durante le scampagnate e i pranzi primaverili. I carciofi ripieni di carne sono adatti sia al pranzo di Pasqua che di pasquetta perché si trasportano facilmente e si preparano in anticipo.


    I carciofi ripieni di carne, consigli utili
    I carciofi sono ipocalorici, con pochi grassi e tante fibre. Al momento dell’acquisto è bene controllare che il gambo sia turgido, le foglie chiuse e di colore brillante. I carciofi si possono tenere per qualche giorno a temperatura ambiente, immergendo i gambi in un contenitore di acqua.
    Per pulirli è necessario sbucciare i gambi e rimuovere il fieno interno. Poi si immergono in una bacinella di acqua fresca e limone, così da evitare che si anneriscono.
    I carciofi sono veramente molto versatili e si possono consumare anche crudi. E’ sufficiente affettarli sottilmente e condirli con olio, succo di limone, sale e una spruzzata di bottarga e scorza di limone.

    I carciofi ripieni di carne, la ricetta
    Ingredienti:
    4 carciofi
    Olio extra vergine d’oliva
    50 grammi di mortadella
    150 grammi di carne macinata di vitello
    1 spicchio d’aglio
    Sale
    150 grammi di passata di pomodoro
    1 uovo
    In una ciotola mettiamo la carne macinata, la mortadella affettata, l’uovo i gambi tritati con l’aglio; mescoliamo e saliamo.
    Puliamo i carciofi, eliminando le spine e le foglie rovinate poi eliminiamo il fieno interno; sbucciamo i gambi.
    Farciamo i carciofi, premendo leggermente con le dita, in modo da compattare il ripieno. Sistemiamo i carciofi in una padella antiaderente con poco olio e dopo pochi minuti aggiungiamo la passata e qualche cucchiaiata di acqua calda. Mettiamo il coperchio e lasciamo cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti, scuotendo spesso la pentola. Se il fondo si asciuga bisogna aggiungere poca acqua bollente.

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    Indivia belga, questa sconosciuta

    Indivia belga, questa sconosciuta

    L’indivia è un ortaggio da foglia che ha avuto origine nel bacino del Mediterraneo; viene molto utilizzata in cucina in Italia, soprattutto durante il periodo invernale e anche per ricette tradizionali, pensiamo ad esempio all’indivia con le alici tipica di Roma, o alla pizza con l’indivia tipica di Napoli. Forse non le ricordate, perché l’indivia viene comunemente chiamata anche scarola, riccia o liscia. Le foglie più tenere si usano anche crude in insalata, quelle spesse e coriacee vengono invece cotte, sbollentate o direttamente in padella. L’indivia belga è molto meno diffusa e utilizzata in Italia, seppur non sia così difficile trovarla al supermercato. Si tratta di cespi di scarola che un tempo venivano conservati al buio, per inibire la presenza di clorofilla; oggi ci sono anche varietà particolarmente selezionate, anche se le pratiche di coltivazione comprendono comunque dei periodi di esposizione al buio.

    Come si consuma l’indivia belga
    Rispetto alla classica scarola l’indivia belga ha un cespo più piccolo e compatto, in quanto si tratta solo del cuore; le foglie sono sottili, con costolatura molto larga e croccantissima. Si possono consumare sia crude, sia cotte, le ricette tradizionali la prevedono però quasi sempre cotta, al forno o sbollentata a seconda dei casi. Tipica è l’indivia belga gratinata; va prima di tutto sbollentata, poi condita con besciamella e formaggi, per poi essere cotta in forno. Il sapore è amarognolo e le foglie contengono Sali minerali, vitamine e fibre, soprattutto inulina. Si tratta quindi di un ortaggio interessante e salutare, che andrebbe consumato liberamente, soprattutto se la si utilizza a crudo o in ricette senza troppi condimenti.

    Acquistare l’indivia belga migliore
    Sono molti coloro che non fanno molto caso alle verdure che acquistano; cercano al supermercato l’ortaggio che desiderano e acquistano il primo che trovano, o quello che costa meno. Quando in una ricetta l’ortaggio è protagonista è invece importante selezionarlo con cura, per avere la certezza che si tratti di un prodotto di qualità. L’indivia belga di seconda scelta ha le foglie più spesse e coriacee, la costa poco croccante, le foglie che alle estremità stanno cominciando a produrre la clorofilla. Il sapore di questo tipo di prodotti è decisamente diverso rispetto a quello dei prodotti di qualità, come ad esempio l’indivia belga Fratelli Orsero. In cucina gli ingredienti sono l’elemento principale; la scelta sbagliata può portare al totale fallimento della ricetta, anche se seguiamo tutte le indicazioni del caso.

    Quando acquistare l’indivia
    Come abbiamo detto l’indivia belga è stretta parente della scarola. Come gli ortaggi di lei cugini si coltiva praticamente per buona parte dell’anno, evitando però le stagioni più calde. I primi cespi di indivia sono pronti già in autunno inoltrato e la raccolta continua fino a inizio primavera; in seguito per alcuni mesi si sospende la coltivazione, fino all’arrivo del fresco verso fine agosto o inizio settembre. I cespi migliori sono quelli chiari, con le coste candide e le punte delle foglie leggermente tendenti al giallo-crema. Perché l’indivia belga sia squisita deve essere croccante e facile a rompersi, i cespi più compatti e piccoli sono i migliori.

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    Le frittelle di Carnevale, senza patate

    Le frittelle di Carnevale sono morbide e fragranti. Fritte e passate nello zucchero, le frittelle di Carnevale si preparano in tutta Italia. Le ricette di questo dolce sono davvero tante. Ecco la nostra.

    Le frittelle di Carnevale, le tradizioni
    Carnevale è, per antonomasia, il periodo dei fritti e dei piatti elaborate. Lasagne, carne, chiacchiere e castagnole sono soltanto alcuni dei cibi tradizionali. L’ultimo giorno di festa è il martedì grasso seguito dal mercoledì delle ceneri. Dopo i grandi festeggiamenti carnascialeschi inizia la Quaresima, ossia i quaranta giorni di preparazione a Pasqua.
    Per martedì e giovedì grasso, ma non soltanto, in tutta Italia si preparano pietanze speciali e dolci buonissimi. Le principali caratteristiche sono l’impiego di derivati animali come lo strutto e la frittura. La tradizione si spiega facilmente facendo riferimento agli insegnamenti della religione cristiana. Finito Carnevale si mangia di magro così da purificarsi fino a Pasqua. Ecco perché si dava libero sfogo a ricette caloriche e condite.

    Le frittelle di Carnevale, la nostra ricetta
    Passiamo adesso alla preparazione delle nostre frittelle casalinghe.
    Ingredienti:
    500 grammi di farina
    olio per fritture
    15 grammi di lievito di birra fresco
    1 limone non trattato
    100 ml di latte intero
    2 uova
    50 grammi di olio di semi
    50 grammi di zucchero semolato
    Per completare:
    zucchero semolato

    In una terrina capiente setacciamo la farina. A parte sbricioliamo il lievito e stemperiamolo nel latte tiepido. Mischiamolo alla farina aiutandoci con un cucchiaio. Aggiungiamo il burro fuso, la scorza di limone ed lo zucchero. Continuiamo ad impastare con le mani e versiamo il latte a filo. Lavoriamo il composto molto bene, formiamo un panetto e mettiamolo in una ciotola ben unta. Copriamo con uno strofinaccio e lasciamo lievitare per circa due ore in un luogo caldo.
    Infariniamo il piano di lavoro e stendiamo la pasta arrivando a circa 1 centimetro di spessore. Con un bicchiere o un coppa pasta ritagliamo dei cerchi e poi formiamo il buco al centro o con un coppa pasta più piccolo oppure con un coltello ben affilato.
    Mettiamo le ciambelle su una placca da forno e lasciamo lievitare per un’altra ora circa. Scaldiamo abbondante olio in una padella con i bordi alti e cuociamo poche frittelle per volta. Giriamole delicatamente, scoliamole su della carta assorbente, o per fritti, e spolveriamo di zucchero semolato.
    Buon Carnevale!

    Le frittelle di Carnevale morbide, senza patate

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    Il caffè mette di buon umore: ecco svelato il perché

    Il caffè mette di buon umore: ecco svelato il perché

    Molte persone credono che una buona tazza di caffè sia necessaria al mattino per riuscire a svegliarsi al meglio e durante il corso della giornata per ritrovare le energie perse nel corso delle ore, quelle fisiche certo, ma soprattutto quelle mentali, in modo da potersi concentrare ad esempio nello studio oppure sulla propria attività posto lavorativa. Niente di più vero! Credere però che il caffè sia in grado di fare solo questo è un po’ riduttivo. Secondo recenti studi sembra infatti che il caffè possa essere considerato alla stregua di un vero e proprio antidepressivo naturale. Lo studio è stato condotto niente meno che dalla Harvard School of Public Health ed afferma che il caffè in in grado di stimolare il sistema nervoso centrale portando ad una maggiore produzione di serotonina, la noradrenalina e la dopamina.

    Di sicuro insomma una buona tazza di caffè può riportare il sorriso sul vostro volto, aiutarvi a sentirvi meglio con voi stessi e con il mondo, farvi sentire più felici. Non potrà certo fare miracoli, questo è ovvio, ma è pur sempre un vero e proprio toccasana! È importante ricordare che questo non significa che sia un bene eccedere con l’utilizzo del caffè. È consigliabile infatti berne al massimo 3 al giorno. Con questi tre caffè, l’effetto uno umore è comunque assicurato!

    Ma è meglio bere il caffè da soli o in compagnia? Dobbiamo ammettere che entrambe queste modalità di fruizione del caffè sono da considerarsi eccellenti. Da soli infatti si ha la possibilità di godere di un momento di assoluto relax, che consente anche di concentrarsi su se stessi al meglio. Nonostante questo, è vero anche che bere un caffè con qualcuno a cui si vuole bene consente di stringere un legame ancora più forte, vivendo un momento intimo e con la possibilità di aprirsi al meglio all’altro. Insomma, va bene sia berlo da soli che in compagnia!

    Considerando che secondo la maggior parte degli italiani, il caffè migliore è quello espresso, non possiamo che consigliarvi di andare alla ricerca di una macchina da caffè di alta qualità. Scegliete una macchina da caffe con funzionamento a cialde oppure capsule, in modo che risulti molto semplice e intuitiva da utilizzare e in modo che il caffè possa risultare sempre impeccabile, buon proprio come quello del bar. Da ricordare che cialde e capsule consentono anche di maniere intatti l’aroma e gli elementi nutritivi del caffè, sempre che siano di alta qualità ovviamente.

    Vi consigliamo in modo particolare di andare a vedere le macchine disponibili su caffexpert.it. Direttamente online avete infatti la possibilità di scegliere la macchina perfetta per le vostre specifiche esigenze, potendo optare anche per macchine che consentono di preparare molte altre bevande calde oltre al caffè, come capuccino, cioccolata, tè o infusi. Inoltre questa è una realtà che vi offre un eccellente servizio assistenza, in modo che in caso di problemi con la vostra macchina sia possibile risolverli al più presto. L’ecommerce poi mette a vostra disposizione innumerevoli tipologie di capsule e cialde, tra cui sono da ricordare quelle di Caffè Borbone, di cui l’azienda è distributore ufficiale, Lavazza, Illy, Pop Caffè e tanti altri.

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    Coltelleria professionale: come procedere alla scelta del coltello ideale

    Coltelleria professionale: come procedere alla scelta del coltello ideale

    Se possiedi un ristorante, un albergo o una gastronomia saprai sicuramente quanto sia importante possedere il set di coltelli giusto.

    Per la fornitura di coltelleria professionale puoi affidarti a Facco Hotel.

    E’ un rivenditore online di attrezzatura professionale per il settore alberghiero e della ristorazione. Potrete scegliere tra un’ampia gamma di coltelli professionali adatti a tutte le vostre esigenze.

    Tutti gli chef sanno quanto sia importante possedere un buon coltello. Quanto faciliti nello svolgimento del proprio lavoro, ma sanno anche quanto sia difficile scegliere quello giusto data l’ampia proposta sul mercato.

    Iniziamo dicendo che ogni coltello svolge un ruolo ben preciso: ci sono quelli da bistecca, quelli per la verdura, quelli per la spinatura del pesce; poi ci sono i coltelli per disossare, sbucciare e così via, fino ad arrivare anche al coltello da formaggio e da burro.

    A seconda del taglio e del prodotto esiste il coltello più adatto a eseguirlo.

    I coltelli si differenziano non solo per la funzione, ma anche per l’equilibrio che ha, il peso, la tipologia di manico e di lama, il materiale con cui è costruito, ma anche per marca produttrice e prezzo.

    Una volta individuata la funzione che il coltello dovrà svolgere, è necessario adesso analizzarne le caratteristiche. Un buon coltello deve essere bilanciato, con un’impugnatura ergonomica che non vi renda difficile l’azione che dovrete compiere.

    Il manico, oltre che ergonomico, lo si trova in legno, in plastica, o completamente in acciaio, quello che importa è la saldatura: non dovranno essere utilizzate colle, preferibilmente meglio se in acciaio inox, facile da lavare e igienico.

    I coltelli in acciaio possono essere facilmente lavati anche in lavastoviglie. Mentre per quanto riguarda quelli di plastica o in legno, si dovranno seguire con cura le indicazioni fornite dal produttore al momento dell’acquisto.

    L’ideale è che la lama e il manico siano un pezzo unico, in modo tale da evitare incidenti dovuti alla rottura del coltello.

    Facco Hotel offre nella sezione “coltelleria professionale” una vasta gamma di coltelli professionali: potrete scegliere il prodotto, la quantità, leggerne le caratteristiche e per qualsiasi informazione potrete contattare direttamente oppure compilare la richiesta informazioni presente in ogni scheda prodotto.

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