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Menta&Rosmarino- Cucino con voi » Settembre 12, 2014

Daily Archives: Settembre 12, 2014

Marmellata di fichi e mandorle

CAB6KWLJCANISKB7CAN2CIVBCAW8PLMLCAY0HMMLCAANPQAZCA7FM3VRCA0MVEXCCA185QE8CA340AY6CAGQNU97CAR0OMZICAKZ1P9QCA6YOZRJCAX60QFYCAYOWKZHCARRN9M2CAVONC52CAYNY1B3Settembre tempo di fichi freschi; ecco come conservarli.
Ingredienti:
1 chilo di fichi neri maturi
500 grammi di zucchero
1 limone non trattao
150 grammi di amndorle sgusciate e spellate
Sbucciamo i fichi, tagliamoli a dadini e mettiamoli in una pentola con i bordi alti; aggiungiamo il succo di limone e mettiamo a cuocere. Mescoliamo bene, uniamo lo zucchero, la scorza di limone e le mandorle tritate grossolanamente; facciamo sobbollire per circa un’ora e mezzo, girando spesso. Per verificare che sia pronta, mettiamone una piccola quantità su un piattino; se cade velocemente deve ancora cuocere. Appena spegniamo il gas travasiamo immediatamente la marmellata nei vasetti sterilizzati, tappiamo e teniamo al buio.

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Consigli

Pistacchi e benessere. Possibile?

Andrew- Pistachio Photo Shoot final high res

Alcuni test sullo stress lo dimostrano: vasi sanguigni più rilassati e aperti in uno studio pubblicato sulla rivista dell’ American Heart Association

 

I benefici di includere pistacchi in una dieta sana si estendono anche agli adulti affetti da diabete di tipo 2, secondo quanto dimostra l’ultimo studio della Pennsylvania State University, pubblicato online sulla rivista dell’American Heart Association e promosso da American Pistachio Growers, l’associazione che rappresenta i coltivatori di pistacchio USA.

 

La ricchezza in fibre dei pistacchi, unita alla composizione salutare in acidi grassi e alla presenza consistente di antiossidanti, apre prospettive interessanti per il loro utilizzo anche nella dieta dei soggetti  maggiormente a rischio cardiovascolare.” – afferma il professor Giorgio Doneganipresidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare  Il vantaggio per questi soggetti non è solo nel  poter contare sull’efficace azione protettiva dei pistacchi, ma anche nel poter migliorare la gradevolezza della dieta con l’introduzione di un ingrediente tanto gustoso quanto versatile in cucina”.

 

Un gruppo di adulti con il diabete di tipo 2 ben controllato e per il resto in salute, ha partecipato ad uno studio clinico e ha mostrato una risposta più positiva allo stress seguendo una dieta che conteneva pistacchi, rispetto a chi seguiva una dieta standard a basso contenuto di grassi. La dieta sana, che includeva due porzioni di pistacchi al giorno, ha ridotto significativamente la resistenza periferica vascolare, aumentato la risposta cardiaca e migliorato alcuni parametri della frequenza cardiaca, oltre a ridurre  la pressione massima sanguigna.

 

La dottoressa Sheila G. West, professoressa di salute biocomportamentale e scienze nutrizionali alla Pennsylvania State University, a capo della ricerca, e i suoi colleghi, hanno riportato risultati e benefici simili in uno studio fra adulti con valori di colesterolo LDL e stress elevati, pubblicato due anni fa. Sempre di più è dimostrato che i pistacchi, sia salati che non, contribuiscono ad una dieta sana per il cuore in gruppi ad alto rischio. I pistacchi sono ricchi di  grassi buoni, fibre, potassio e magnesio.

 

Nello studio della Pennsylvania State University, sono state messe a confronto  una dieta di controllo a basso livello di grassi contenente snack ad alto contenuto di carboidrati (27% di grassi e 7% di grassi saturi) e una dieta con un moderato contenuto di grassi (33% di grassi e 7% di grassi saturi) dove il  20% delle calorie era fornito dai pistacchi. Le porzioni di pistacchi salati erano uguali a quelle dei pistacchi non salati. Tutti i pasti erano somministrati ai 30 partecipanti, in egual numero uomini e donne, tra i 40 e i 74 anni. I livelli delle calorie per i soggetti erano basati sull’equazione Harris-Benedict in modo che calorie e peso corporeo non cambiassero nel corso dello studio.

 

Due settimane di dieta occidentale tipica hanno preceduto la prima dieta test. I partecipanti avevano interrotto tutti gli integratori alimentari almeno due settimane prima dell’inizio dello studio. A questi individui è stata poi sottoposta ciascuna dieta test per quattro settimane, intervallata da due settimane di pausa, in un ordine casuale e controbilanciato. Alla fine di ogni periodo di dieta, comprese le settimane di pausa, i partecipanti si sottoponevano a un controllo.

 

I ricercatori hanno misurato la pressione sanguigna e la resistenza vascolare periferica complessiva, a riposo e sotto stress: quest’ultimo veniva prodotto chiedendo di tenere in mano del ghiaccio per più di due minuti e risolvere un quesito  matematico complesso. “Dopo la dieta dei pistacchi, i vasi sanguigni rimanevano più rilassati e aperti nei momenti di stress” ha confermato la dottoressa West, aggiungendo: “la dieta dei pistacchi ha ridotto l’impatto dello stress sul fisico.”

 

La pressione sanguigna nelle 24 ore si è notevolmente abbassata con la dieta dei pistacchi rispetto alla dieta di controllo, più significativamente durante le ore di sonno. Secondo la dottoressa Kathryn Sauder, una ricercatrice che ha condotto le misurazioni: “Questa scoperta è molto importante perché gli individui che non mostrano un calo nella pressione sanguigna durante il sonno sono più esposti al rischio di complicazioni cardiovascolari”.

 

 

La dottoressa West ha infine concluso: “Una dieta con un moderato apporto di grassi contenente pistacchi può essere un intervento efficace per ridurre i rischi cardiovascolari in persone con il diabete di tipo 2”. I partecipanti alla ricerca erano diabetici ma non obesi, con una pressione sanguigna normale e una moderata dislipidemia. Tuttavia, c’è spazio per il miglioramento anche in casi di diabetici in peggiori condizioni di salute.  I risultati di questo studio suggeriscono che una dieta bilanciata che contenga pistacchi può aggiungersi agli effetti protettivi delle medicine in persone con diabete di tipo 2.

 

I ricercatori suggeriscono che studi futuri dovrebbero coinvolgere campioni più vasti, includendo test ambulatoriali della pressione sanguigna come riferimento primario, e consigliano poi di testare l’efficacia del consumo di pistacchi sui fattori di rischio cardiovascolari in una situazione di vita normale.

 

Lo studio è stato supportato da American Pistachio Growers, Fresno, California, con il supporto parziale delNational Institutes of Health-supported Clinical Research Center della Pennsylvania State University.

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