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Author Archives: hermanndelmauriziano

Coltelleria professionale: come procedere alla scelta del coltello ideale

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Coltelleria professionale: come procedere alla scelta del coltello ideale

Se possiedi un ristorante, un albergo o una gastronomia saprai sicuramente quanto sia importante possedere il set di coltelli giusto.

Per la fornitura di coltelleria professionale puoi affidarti a Facco Hotel.

E’ un rivenditore online di attrezzatura professionale per il settore alberghiero e della ristorazione. Potrete scegliere tra un’ampia gamma di coltelli professionali adatti a tutte le vostre esigenze.

Tutti gli chef sanno quanto sia importante possedere un buon coltello. Quanto faciliti nello svolgimento del proprio lavoro, ma sanno anche quanto sia difficile scegliere quello giusto data l’ampia proposta sul mercato.

Iniziamo dicendo che ogni coltello svolge un ruolo ben preciso: ci sono quelli da bistecca, quelli per la verdura, quelli per la spinatura del pesce; poi ci sono i coltelli per disossare, sbucciare e così via, fino ad arrivare anche al coltello da formaggio e da burro.

A seconda del taglio e del prodotto esiste il coltello più adatto a eseguirlo.

I coltelli si differenziano non solo per la funzione, ma anche per l’equilibrio che ha, il peso, la tipologia di manico e di lama, il materiale con cui è costruito, ma anche per marca produttrice e prezzo.

Una volta individuata la funzione che il coltello dovrà svolgere, è necessario adesso analizzarne le caratteristiche. Un buon coltello deve essere bilanciato, con un’impugnatura ergonomica che non vi renda difficile l’azione che dovrete compiere.

Il manico, oltre che ergonomico, lo si trova in legno, in plastica, o completamente in acciaio, quello che importa è la saldatura: non dovranno essere utilizzate colle, preferibilmente meglio se in acciaio inox, facile da lavare e igienico.

I coltelli in acciaio possono essere facilmente lavati anche in lavastoviglie. Mentre per quanto riguarda quelli di plastica o in legno, si dovranno seguire con cura le indicazioni fornite dal produttore al momento dell’acquisto.

L’ideale è che la lama e il manico siano un pezzo unico, in modo tale da evitare incidenti dovuti alla rottura del coltello.

Facco Hotel offre nella sezione “coltelleria professionale” una vasta gamma di coltelli professionali: potrete scegliere il prodotto, la quantità, leggerne le caratteristiche e per qualsiasi informazione potrete contattare direttamente oppure compilare la richiesta informazioni presente in ogni scheda prodotto.

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Cavolfiore al forno, secondo vegetariano

Il cavolfiore al forno è un secondo vegetariano. Particolare e facile da personalizzare il cavolfiore al forno è una ricetta scenografica ed insolita.


Il cavolfiore al forno
Il nostro secondo è un piatto di stagione insolito e poco costoso. Il cavolfiore appartiene alla famiglie delle crucifere e può aiutare a restare in salute. E’ saziante, apporta poche calorie e contiene vitamina C e minerali come il ferro, il calcio ed il potassio.
Il cavolfiore è molto versatile perché si può utilizzare in tantissime ricette ed è uno degli ingredienti base della giardiniera. Quelli più freschi si gustano anche curdi nelle insalate miste. Questo ortaggio si accompagna alla carne e al pesce e si può gustare con i formaggi, per esempio col gorgonzola. E’ ottimo lessato e cucinato con passata di pomodoro ed olive oppure trasformato in frittelle.

Il cavolfiore al forno, la ricetta
Per preparare il nostro secondo dobbiamo scegliere un cavolfiore fresco, bianco e privo di macchie. Portiamolo in tavola direttamente all’interno della teglia da forno, dopo averlo decorato con un po’ di scorza di limone.
Ingredienti:
1 cavolfiore medio
olio extra vergine d’oliva
pan grattato
sale
1 spicchio d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 limone non trattato
Eliminiamo le foglie più dure e puliamo il torsolo, eliminando la parte esterna. Laviamo il cavolfiore con cura e lasciamolo sgocciolare. Ungiamo una teglia da forno e sistemiamo il cavolfiore, badando che resti in piedi. In una ciotola mettiamo il trito di aglio e prezzemolo e un pizzico di sale. Aggiungiamo qualche cucchiaio d’olio e mescoliamo bene; cospargiamo il condimento su tutto l’ortaggio. Inforniamo in forno già caldo per circa 40 minuti. Controlliamo la cottura ed aggiungiamo una spolverata di pane grattugiato. Rimettiamo in forno per circa 10 minuti. E’ pronto quando la forchetta non incontrerà nessuna resistenza. Prima di servirlo aggiungiamo una spruzzata di scorza di limone, soltanto la parte gialla.

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I migliori abbinamenti tra cibo e vino: ecco qualche consiglio

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I migliori abbinamenti tra cibo e vino: ecco qualche consiglio

La maggior parte delle persone crede di sapere quali siano i migliori abbinamenti tra cibo e vino, ma possiamo assicurarvi che invece non è affatto così e che in molti commettono degli errori che possono essere fatali per il menù che portano in tavola.

Ecco allora qualche piccolo consiglio per evitare questi errori e per creare degli abbinamenti tra cibo e vino semplicemente incredibili:

  • Partiamo prima di tutto dal classico abbinamento tra pesce e vino bianco. Si tratta di un abbinamento tradizionale che deve essere considerato più che giusto. C’è da ricordare però che oggi come oggi capita spesso di portare in tavola delle ricette molto elaborate che vedono condimenti per il vino dal sapore davvero molto intenso e ricercato. In questo casi potrebbe andare bene quindi anche un vino rosso, magari un rosso siciliano dal sapore intenso.
  • Ci sono poi i piatti molto grassi e untuosi, come ad esempio un bel fritto misto di pesce, una trota salmonata oppure una tartare di manzo. Sono piatti ormai entrati a pieno titolo nel nostro quotidiano e che molte persone amano. Quasi sempre sbagliano abbinamento però, prendendo in considerazione solo l’ingrediente principale di queste pietanze e non il loro elevato contenuto di grassi. È invece proprio questo l’elemento importante. Perché un piatto molto grasso ha bisogno di un vino che aiuti a sgrassare il palato. Solo un vino con una elevata acidità può riuscire in questa impresa, come ad esempio un buon Chianti oppure un Sauvignon trentino.
  • Veniamo poi ai cibi speziati e molto piccanti, un tempo considerati un po’ troppo sopra le righe per la nostra tradizione culinaria italiana e oggi invece entrati a pieno titolo nel menu quotidiano di moltissime persone. Qual’è il migliore abbinamento tra vino e cibo speziato? In realtà è piuttosto difficile rispondere a questa domanda. È possibile infatti muoversi in due modi diversi, opposti anzi sarebbe meglio dire. È possibile cioè scegliere un vino in contrapposizione al sapore speziato, molto morbido quindi, oppure un vino invece intenso e dal sapore corposo. Il consiglio in questo caso è di fare delle prove, perché tutto dipende dal proprio personale gusto.
  • E i vini rosè? Questa, sì, che è una bella domanda. Molte persone credono che i vini rosati possano essere considerati come una via di mezzo tra il rosso e il bianco e che proprio per questo motivo siano davvero molto versatili, adatti per ogni genere di pietanza. In realtà non è affatto così. I vini rosè possono essere considerati versatili perchè si abbinano sia alla carne che al pesce, questo sì, ma deve trattarsi di pietanze dal sapore molto delicato. Niente carni rosse quasi, soprattutto se al sangue, niente formaggi stagionati, niente pesce spada che ha un sapore intenso.
  • Veniamo infine al dolce. Per creare il giusto abbinamento, è necessario scegliere spumanti dolci oppure vini liquorosi come moscati e passiti. Ma attenzione, se desiderate davvero valorizzare il sapore del desert al meglio è importante che questo risulti più dolce rispetto al vino.

Come avete potuto vedere dalle considerazioni che abbiamo fatto, creare il giusto abbinamento tra cibo e vino non è affatto semplice, proprio per questo motivo non possiamo che consigliarvi di chiedere sempre consiglio alla vostra enoteca di fiducia oppure di scegliere un’enoteca online dove siano indicati nella descrizione di ogni bottiglia di vino i migliori abbinamenti. In questo modo eviterete di commettere errori e riuscirete a creare gli abbinamenti più adatti per ogni pietanza che volete portare sulla vostra tavola.

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5 piantine aromatiche della tradizione in cucina

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Avere un balcone con piante e fiori è il desiderio più comune tra gli amanti del giardinaggio. Le piantine aromatiche non solo abbelliscono con il loro verde il nostro balcone o giardino, ma sono anche utili e ottime da utilizzare in cucina.
Quante volte cucinando mancava proprio una fogliolina di basilico? E il rosmarino per le patate?
Le erbe aromatiche hanno sempre fatto parte della cultura culinaria italiana: donano profumo e sapore alle preparazioni, e abbelliscono le portate. Spesso queste erbe vengono anche utilizzate per tisane o infusi, date le numerose proprietà che esse posseggono.
Ecco di seguito l’elenco delle 5 piantine aromatiche coltivabili in vaso:
Basilico: nella sua versione verde o rossa, questa pianta è in assoluto una delle più utilizzate nella cucina italiana, come ad esempio per il pesto alla genovese. Il suo gusto esalta numerose pietanze: dalla carne, alle insalate, ai legumi.
Questa piantina può arrivare fino a 60 cm di altezza, e dura tutto l’anno. E’ una pianta abituata sia alle temperature molto calde sia a quelle fredde; ama il sole e deve essere annaffiata con poca acqua ma con frequenza. L’importante è non lasciare mai che la terra rimanga troppo asciutta o troppo bagnata.
Prezzemolo: conosciuta fin dall’antica Grecia, questa piantina ha sempre avuto grande importanza; gli atleti vincenti l’aggiungevano alla corona pensando che fosse stata scelta dal Dio Ercole per adornare la sua ghirlanda. Ad oggi il prezzemolo è diffuso in tutta Europa.
In cucina l’uso del prezzemolo è indicato per le carni ma soprattutto per i piatti di pesce e verdure.
E’ una pianta sempreverde e con un ciclo di vita biennale. Arriva fino a 30-50 cm di altezza, ama il clima temperato e non sopporta gli sbalzi climatici.
Rosmarino: piantina dal profumo intenso, è una delle più resistenti.
Ottimo in cucina, il rosmarino viene utilizzato con le patate, la carne e il pesce meglio se arrosto. Molto utilizzato anche per gli infusi: questa piantina ha proprietà toniche e digestive, e aiuta a decongestionare le vie respiratorie.
Questa piantina cresce velocemente, raggiunge altezze molto elevate, viene spesso utilizzato anche per le siepi; se non volete che ecceda sarà necessario potarlo con frequenza, e scegliere un vaso non troppo grande. Predilige i terreni secchi e odia i ristagni d’acqua.
Origano: pianta aromatica perenne, le sue foglioline hanno un profumo intenso e si abbina perfettamente al pomodoro, crudo o cotto che sia: pensate alla caprese o alla pizza marinara.
L’origano può arrivare fino a 80 cm di altezza, richiede un terreno drenato e necessita di molto sole.
Quando si raccoglie l’origano, questo verrà fatto essiccare in luoghi ombreggiati e poi chiuso ermeticamente in contenitori per preservarne la freschezza.
Le proprietà dell’origano sono numerose: è utilizzato come calmante per la tossa, ha un effetto rilassante, deodorante e combatte raffreddori, mal testa e tensione. Una pianta davvero stupefacente.
Salvia: diffusa in svariate parti del mondo fin dall’antichità, era conosciuta dai romani, dagli arabi e addirittura dai cinesi che la mischiavano con tè. Famosa per le sue qualità benefiche, era considerata un’erba sacra che donava longevità.
E’ una pianta sempreverde che può crescere fino agli 80 cm di altezza.
La salvia si abbina a numerose pietanze e viene utilizzata soprattutto per i ripieni e per i famosi ravioli burro e salvia.
Questa piantina possiede anche numerose proprietà benefiche: è digestiva e antisudorifera, e ha effetti antinfiammatori e antisettici.
L’ideale, per tutte queste piantine aromatiche, sarebbe acquistarle biologiche. In questo modo sareste certi, che dalla nascita della vostra piantina, nessun elemento chimico o concime l’abbia mai contaminata.
Se hai bisogno di informazioni sulle piantine aromatiche biologiche, e vuoi approfondirne le caratteristiche visita il sito: https://www.simonato.com/ .

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I piatti tradizionali della Befana

I piatti tradizionali della Befana sono sostanziosi e stuzzicanti. Nel nostro Paese i piatti tradizionali della Befana comprendono polpette, stufati e molti dolci, come i befanini della Versilia.


I piatti tradizionali della Befana, ricette salate
Per il 6 gennaio si organizzano grandi pranzi che segnano la fine delle festività natalizie.
Il menù dell’Epifania è ricco ed elaborato e prevede l’utilizzo di ingredienti pregiati, come per esempio la carne di agnello. In alcune regioni si privilegia il maiale, utilizzato non soltanto per saporite polpette ma anche per gustosi ragù.
I primi piatti tipici sono i cannelloni, le lasagne e tutte le paste ripiene. Molto apprezzata la polenta, soprattutto se arricchita con sughi di carne o formaggi.
Per quanto riguarda i secondi il giorno della Befana si portano in tavola arrosti e fritture accompagnati da verdure di stagione come topinambur e carciofi.

I piatti tradizionali della Befana, i dolci

I piatti tradizionali della Befana, ricette dolci
In occasione dell’Epifania si preparano tantissimi dolci di origine molto antica.
La pinsa della Befana è una preparazione tipica del Veneto, preparata con ingredienti rustici e poveri come la frutta secca. Le versioni sono tantissime e differiscono per la presenza, o meno, di ingredienti come la farina di polenta, la grappa o i semi di finocchio.
Una ricetta squisita tipica del periodo natalizio ed adatta anche per il 6 gennaio sono le cartellate dolci della Puglia. La ricetta prevede che venga preparata della pasta fresca che dopo esser stata stesa sottilmente sia tagliata in modo da formare delle fettuccine. Le cartellate si friggono in olio e si condiscono con miele fuso e diavoletti colorati.
In Toscana, i dolcetti più rappresentativi sono i befanini della Versilia, biscotti profumati con liquore e allegramente decorati. Sono biscotti a forma di calza ma possono assumere altri aspetti. Vengono poi cosparsi con granella di zucchero o diavoletti colorati.
Invece, in Piemonte si festeggia con una speciale focaccia morbida ed alta, decorata con granella di zucchero e, in alcuni casi, un velo di confettura.

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Frutta sciroppata: millemodi per gustarla

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La frutta e la macedonia sciroppata possono essere utilizzate per la realizzazione di torte, da accompagnare come dessert al gelato o ad altri dolci o, in alternativa, gustate da sole per una pausa di bontà e benessere.
La frutta sciroppata è una soluzione molto versatile, ideale da gustare a fine pasto ma anche come dolce spuntino. Scopriamo insieme come nasce e quali sono gli abbinamenti migliori ai quali si presta.
La frutta sciroppata nasce come tecnica di conservazione fatta in casa (quando ancora non esistevano il frigorifero e le moderne tecniche di coltivazione industriale) per avere prodotti anche fuori stagione. Era una ricetta casalinga tramandata dalle nonne, successivamente industrializzata e lanciata sul mercato a larga scala.
In commercio possiamo trovare soprattutto pesche, ananas, ciliegie, prugne, albicocche e pere, ma sono presenti anche frutti più rari come i lychees, imbarattolati “singolarmente” o mixati in macedonia.
Per ottenere un prodotto di qualità, il segreto è quello scegliere soltanto la frutta che è ancora all’inizio della sua maturazione, in modo che risulti integra e priva di ammaccature.
Una volta selezionati, i frutti migliori vengono lavati, pelati e denocciolati, per poi essere tagliati in pezzi piccoli o grandi.
Prima dell’invasatura è importante assicurarsi che i contenitori siano ben sterilizzati. Per sterilizzare i barattoli di vetro sarà sufficiente metterli in forno a 180°, rovesciati a testa in giù per 10 minuti. Dopo averli fatti raffreddare sarà possibile procedere con una veloce scottatura della frutta per poi passare alla sciroppatura con lo zucchero, diluito con acqua o succo in percentuali di circa 1/3. La quantità di zucchero è importante in quanto con un dosaggio minore del necessario si rischia la fermentazione della frutta, mentre con una quantità maggiore il rischio che si corre è la cristallizzazione della stessa.
La sterilizzazione dei barattoli può avvenire anche a bagnomaria, quando sono già pieni. Questa tecnica è consigliata soprattutto per i prodotti che si preparano con breve cottura: dopo aver proceduto con il loro riempimento e averli tappati bene, questi andranno posti in una pentola e ricoperti d’acqua che andrà fatta bollire per 30 minuti avendo cura di porre fra un barattolo e l’altro dei teli di cotone (gli strofinacci andranno benissimo).
La frutta sciroppata ha il vantaggio di mantenere caratteristiche simili a quella fresca, in particolare per quanto riguarda l’apporto di fibre. Può essere utilizzata come sostituto dei prodotti freschi nella preparazione di crostate, per la torta rovesciata all’ananas, per dolci al cucchiaio o in una macedonia. In quest’ultimo caso un piccolo consiglio è quello di aggiungervi dello zenzero e una granella di noci o di pistacchio, per renderla ancora più gustosa.
Interessante è anche il suo abbinamento con il gelato, in particolare gusti semplici come crema o fiordilatte, anche se le ciliegie sciroppate si abbinano bene anche a gusti quali fragola o frutti di bosco. Anche l’abbinamento con della panna montata o con il cioccolato fuso (in special modo fondente) non potrà non conquistare il palato di chi lo proverà.
Un’altra tecnica per gustarla al meglio è quella di riscaldare leggermente la frutta in modo da creare un contrasto con il freddo del gelato o della panna cotta. Ricoprendo poi il tutto con degli amaretti, delle noccioline o dei biscotti sbriciolati si avrà anche la componente croccante che darà un ulteriore tocco in più al nostro dessert dalla preparazioni molto semplice e veloce ma che risulterà elegante e in grado di stupire gli ospiti o regalare una pausa di piacere.
La frutta sciroppata, è inoltre perfetta per realizzare fresche cheesecake, come guarnizione finale o base per la glassa posta sopra alla crema al formaggio (assolutamente da provare quella con yogurt e pesche sciroppate). Un’altra prelibata ricetta abbina la macedonia di frutta sciroppata alla crema pasticcera alla vaniglia: per la realizzazione saranno sufficienti 2 tuorli, 100 gr di zucchero, vaniglia in polvere, 200 ml di latte fresco, un cucchiaio di fecola e dei savoiardi o biscotti secchi.
La preparazione avviene poi in modo semplice: dopo aver riscaldato il latte, andranno aggiunti e amalgamati piano piano tutti gli altri ingredienti e il composto ottenuto andrà lasciato cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti.
Per un dessert più veloce, la macedonia di frutta sciroppata potrà essere proposta anche in maniera più semplice, in una ciotolina a fine pasto, abbinata ad un passito, a della frutta secca o, per i più golosi, con l’aggiunta di scaglie di cioccolato fondente.


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I cinque migliori ristoranti di Firenze: quando il cibo è pura arte

Che cosa potremmo dire della cucina fiorentina che non sia già stato detto? È una delle più note al mondo, come del resto lo è la città di Firenze. Qui l’arte e la cucina si sono sposate in un connubio più unico che raro. Per le vie del centro storico, è possibile farsi venire l’acquolina in bocca solo a visitare le varie gastronomie e paninerie.

Non è solamente l’arte a essere il punto cardine di Firenze, ma anche la cucina toscana, di cui potremmo citare numerosi piatti da assaggiare almeno una volta nella vita. Dalla bistecca alla fiorentina ai suoi salumi accompagnati dalle “stiacciate”, è un connubio di sapori irrinunciabili.

La cucina toscana: un’esperienza di sapori e odori inconfondibili

Se siete alla ricerca dei cinque migliori ristoranti di Firenze da provare, allora siete nel posto giusto. Abbiamo raccolto informazioni, recensioni e opinioni a riguardo, per permettervi di avere la migliore esperienza di gusto possibile.

Sicuramente, la cucina toscana si presenta variegata, con gusti di cacciagione e principalmente di carne. Non troviamo pesce tra gli ingredienti delle sue ricette, ma non temete: i gusti e i sapori vi sorprenderanno.

Tra i piatti più noti, possiamo citare la bistecca alla fiorentina, le pappardelle (o i pici) al cinghiale, i crostoni toscani, i cantucci e il vin santo. La varietà dei piatti toscani vi farà provare dei sapori unici nel loro genere!

Per il vostro soggiorno a Firenze, abbiamo deciso di selezionare i cinque migliori ristoranti, sulla base di recensioni e di opinioni non solo dei turisti, ma anche dei fiorentini! Pronti a scoprire dove pranzare o cenare a Firenze?

I ristoranti più belli e buoni di Firenze: indirizzo e contatti

  1. La Mènagère: è uno dei ristoranti più In a Firenze, e per un motivo ben preciso. Un tempo era un negozio dedicato alla casa, con arredi fantastici e di un’eleganza particolare. È locato in pieno centro storico, quindi vi è comodo da raggiungere. Oltre al ristorante, c’è anche un bar. Potrete pranzare, cenare, ma anche fare colazione o merenda, con i piatti e i dolci tipici fiorentini;
  2. I’ Brindellone: si trova in zona Santo Spirito, esattamente in Piazza Piattellina. La sua è la cucina tipica toscana, dai risotti fino al lampredotto, per passare ai tagliolini al tartufo e ai salumi e ai formaggi fiorentini. È un ottimo modo per gustare la vera cucina fiorentina e al contempo pranzare o cenare in un ambiente classico della città. Non si trova nelle vicinanze del centro e per questo motivo non subisce l’influsso dei prezzi turistici;
  3. Trattoria la Cucchietta: questa splendida trattoria si trova in zona Campo di Marte, in Via Agnolo Fiorenzuola. Le sue specialità sono davvero sorprendenti e il suo punto di forza è che questa trattoria utilizza solo i prodotti di stagione, garantendo pietanze di alta qualità. Pici, rotolini di melanzane, cinghiale in umido, vini toscani… è spesso menzionato tra i migliori ristoranti di Firenze;
  4. Trattoria Palle d’Oro: aperta da ben cento anni, questa trattoria è una vera istituzione a Firenze. Il suo indirizzo è Via Sant’Antonino, in zona San Lorenzo. Anche in questo caso la cucina è dai sapori tipicamente toscani. Il menù vi darà molta possibilità di scelta: vi consigliamo di assaggiare i loro crostini toscani. Tutti i clienti ne parlano benissimo;
  5. Le Carceri: il nome potrebbe sorprendervi, ma stiamo parlando di uno dei ristoranti più belli e romantici della città. Si trova in Piazza Madonna della Neve e nel suo menù potrete fare incetta di piatti con il tartufo. Una delizia, da condividere con il proprio partner.
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I vantaggi di utilizzare le gelatiere domestiche

 

Le gelatiere domestiche oggi disponibili in commercio sono in grado di garantire un gelato fatto in casa di alta qualità, ma si tratta di elettrodomestici piuttosto ingombranti, che necessitano di tempo per poter preparare un buon gelato e quindi di molta pazienza. Non sarebbe quindi preferibile andare ad acquistare il gelato al primo supermercato disponibile oppure in una gelateria artigianale della città? Molte persone credono proprio di sì e considerano infatti le gelatiere domestiche degli elettrodomestici del tutto inutili, da non acquistare. Queste persone in realtà si sbagliano, perché acquistando e utilizzando una gelatiera domestica è possibile ottenere molti vantaggi.

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Il ghee, la ricetta e gli utilizzi

 

Il ghee è conosciuto anche come burro chiarificato. Da utilizzare per la cucina o il benessere il ghee si può preparare da sé oppure acquistare al supermercato. E’ privo di lattosio, si conserva a lungo ed è di colore paglierino.

Il ghee, la ricetta
Per un buon ghee è fondamentale avere un ottimo burro ed un vasetto di vetro con capsula da sterilizzare. All’interno di un pentolino con fondo spesso si mette il burro e si accende il gas a fiamma bassa. Si lascia sciogliere il burro e con un mestolo forato si elimina tutta la schiuma che si forma in superficie. Appena è tutto fuso bisogna filtrare il prodotto usando una garza o un colino a fori stretti. Adesso bisogna travasarlo all’interno di un barattolo di vetro sterilizzato. Quando il ghee è perfettamente freddo si chiude il recipiente e si mette in frigorifero. Si conserva a lungo a patto che venga tenuto all’interno di un contenitore chiuso.
Se si desidera acquistare già pronto si può reperire nei supermercati nel reparto frigorifero, spesso vicino al burro tradizionale.

Il ghee, gli utilizzi

Si tratta di un alimento impiegato dalla medicina ayurvedica da secoli per lenire piccole scottature o ferite.
E’ indicato per nutrire ed idratare i capelli e la pelle in modo semplice e naturale. Viene impiegato per favorire la cicatrizzazione di lesioni di minima entità e durante l’inverno è l’ideale per combattere la pelle secca.
In cucina è piuttosto versatile perché si può impiegare in moltissime preparazioni. Ha sapore e profumo delicati che non alterano quelli delle pietanze.
Grazie all’elevato punto di fumo è ideale per le fritture ed i soffritti. E’ un ottimo condimento e si presta anche per la preparazione di ricette dolci come torte e biscotti.
Il ghee non contiene lattosio, è digeribile e ha una buona percentuale di acidi grassi.

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