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Category Archives: Consigli e altro in cucina

Vini emiliani: quali sono e come abbinarli

 

Quando si pensa all’Emilia e alla Romagna i primi vini che ci vengono alla mente sono sicuramente il Lambrusco e il Sangiovese. Sono vini storici e molto conosciuti, prodotti con l’uva delle omonime vigne, tipiche proprio l’una dell’Emilia, l’altra della Romagna. Nonostante la regione unisca i nomi dei due territori infatti stiamo parlando di due zone vitivinicole molto differenti tra di loro; da una parte la pianura, che si avvicina a sud agli appennini, dall’altra parte la costa adriatica, con le spalle alle colline. Esistono però molti altri vini dell’Emilia Romagna degni di essere sfruttati come abbinamento ai migliori piatti della tradizione. Spesso si tratta di vini semplici, non particolarmente strutturati o affinati, non per questo il loro pregio è inferiore a quello di vini più noti e diffusi a livello internazionale.

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I diversi tipi di carne in una corretta alimentazione


La salute è, senza dubbio alcuno, il fattore più importante nella vita di qualunque essere vivente. Cercare quanto più possibile di mantenerla in buono stato è fondamentale per il benessere e, in questo campo, niente gioca un ruolo importante della combinazione tra attività fisica e corretta alimentazione. Questa, per essere sana, deve essere completa ed equilibrata. Deve quindi includere ogni tipo di alimento, senza escluderne nessuno. Inclusa la carne, che grazie al grande apporto di ferro, proteine e altri fondamentali elementi nutritivi, risulta un alimento essenziale nelle diete.

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Come si usano in cucina i tartufi di Acqualagna?

I tartufi di Acqualagna sono molto conosciuti in tutto il mondo e probabilmente sono una delle varietà più buone che esistano.
Esistono vari tipi di tartufi ad Acqualagna, i quali differiscono tra di loro per periodo di raccolta e sapore, ed è possibile reperirli con facilità in diversi siti che vendono i tartufi freschi online, in base proprio alla loro stagionalità.

Il più costoso tartufo in commercio, ed anche il più famoso, è il Tuber Magnatum Pico. Questo tartufo bianco è di forma tondeggiante ed all’esterno si presenta liscio al tatto. Il colore interno può variare dal marrone al rosa, in base al grado di maturazione in cui si trova. È molto digeribile e all’olfatto il suo odore è piuttosto forte.
Al gusto è molto aromatico, infatti in genere viene utilizzato crudo, affettato a piccolissime scaglie su piatti come risotto, parmigiana o un bel uovo all’occhio di bue.
Un altro tartufo di Acqualagna è il Tuber Melanosporum Vitt.

Questo tartufo è di colore nero ed al tatto si presenta molto ruvido e rugoso. L’interno è chiaro, se acerbo, ma diventa nero a completa maturazione. Viene considerato un tartufo di eccellenza. Per poterlo gustare al meglio è necessario cuocerlo.
Non va soffritto o rosolato, piuttosto può essere ben inserito nel ripieno dei ravioli e tortelli, oppure inserito nel ripieno di un bel volatile come il tacchino.

Ad Acqualagna è presente anche il Tuber Borchii Vitt, tartufo tondo che in genere resta di piccole dimensioni. È di colore chiaro, tuttavia è meno profumato rispetto al Tuber Magnatum Pico. Anche in questo caso, essendo un tartufo bianco, è consigliabile l’utilizzo crudo su vari tipi di piatti.
Risulta ottimo il suo accostamento con le tagliatelle al burro fuso.

Il Tuber Aestivum Vitt è l’ultima tipologia di tartufo di Acqualagna. Di colore scuro e una dimensione che varia dai 3 ai 10 centimetri, questo tartufo presenta all’esterno delle verruche di forma piramidale. All’interno è di color nocciola, con delle venature bianche. Il profumo ricorda quello dei funghi ed è sicuramente molto meno pregiato rispetto al Tuber Melanosporum Vitt. Essendo un tartufo nero è consigliabile gustarlo cotto.
Risulta ottimo il suo accostamento con il paté di fegato di vitello, oppure con gli spaghetti olio, acciughe e questo tartufo tritato.

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Pane e grissini ingredienti: scopriamo cosa c’è dentro ciò che mangiamo

 

Portiamo ogni giorno sulle nostre tavole innumerevoli tipologie di prodotti già pronti, che acquistiamo al supermercato, al panificio, al negozio di alimentari. Ma cosa c’è dentro ciò che mangiamo? Quali ingredienti sono presenti? Porsi queste domande è davvero molto importante, così che sia possibile sapere con certezza se ciò che stiamo mangiando è salutare e così da poter anche fare una scelta più razionale, più oculata, al momento dell’acquisto. Ci sentiamo oggi in dovere di parlare in modo particolare di alcuni prodotti del campo della panificazione che tutti credono di conoscere molto bene e che invece spesso possono nascondere degli ingredienti sospetti, come i grissini ad esempio oppure il classico pane da tavola.

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Sei sicuro di cosa porti a tavola?

Sicurezza degli alimenti, cosa portiamo in tavola
I controlli sulle materie prime e sui prodotti alimentari sono da tempo consolidati. E molta attenzione c’è anche per i materiali che entrano a contatto con gli alimenti. Tuttavia i rischi di contaminazione per migrazione di sostanze nocive sono sempre in agguato. Ecco dunque I consigli del laboratorio CSI specializzato nei test sul food, per portare in tavolo solo alimenti sicuri e ben conservati.

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Succhi di frutta d’estate fan bene alla linea

Con l’arrivo del caldo il nostro corpo ha bisogno di idratarsi e, sebbene l’acqua rimanga la fonte di idratazione ottimale, esistono alternative gustose, naturali e che non impattano sul nostro girovita: i succhi 100% frutta. Derivano dalla frutta spremutae, per legge, non posso contenere zuccheri aggiunti, coloranti e conservanti; sono costituiti per il 90% da acqua, vitamine, sali minerali e fitocomposti e per il restante 10% da zuccheri naturali della frutta d’origine.

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