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La dieta delle buone calorie, come funziona

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La dieta delle buone calorie è conosciuta anche come dieta Lipetz. Messa a punto per controllare i picchi glicemici e per favorire la perdita di peso la dieta delle buone calorie è nata negli Usa.
Ricordiamo sempre che non è adatta a tutti e che per dimagrire è necessario rivolgersi ad un medico.

La dieta delle buone calorie, le regole
E’ un regime alimentare pensato dal medico nutrizionista Lipetz che l’ha formulato dopo aver studiato i processi dell’invecchiamento cellulare. Secondo la dieta Lipetz le calorie si dividono in cattive, cioè fanno ingrassare, e buone.
Le calorie cattive per ritornare in forma e preservare la salute devono essere limitate rispetto alle altre. Nella prima fase della dieta vengono eliminate per poi essere riammesse, seppure in piccole quantità. Al termine della dieta i cibi ricchi di calorie cattive vengono assunti ma sempre in dosi inferiori rispetto a quelli che contengono le calorie buone.
Gli alimenti responsabili dei chili di troppo sono le pietanze elaborate, i cibi raffinati e le bevande alcoliche e zuccherate.

La dieta delle buone calorie, come funziona
La dieta prevede tre passaggi: d’urto, di stabilizzazione e di mantenimento. Nella fase d’urto le cattive calorie vengono bandite a favore delle buone. Bisogna evitare la frutta secca, le carote, la frutta matura, le patate, i dolcificanti, le carni grassi e gli alimenti raffinati e molto conditi.
Invece, sono ammesse le carni bianche come il pollo privato della pelle, i latticini ed i formaggi magri, le carni dietetiche ed i cereali integrali.
Durante la fase della stabilizzazione vengono reintrodotte modeste percentuali di calorie cattive. E’ però fondamentale rispettare le combinazioni alimentari come non consumare insieme grassi, carboidrati e proteine.
L’ultima parte della dieta delle buone calorie, cioè di mantenimento, stabilisce che vengano consumati maggiori quantità di cibi con calorie cattive. Per non perdere i risultati ottenuti è però necessario che la quantità di calorie buone sia sempre nettamente maggiore rispetto a quelle cattive.

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