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Le viola melanzane Come sceglierle,conservarle,consumarle

Le melanzane appartengono alla famiglie delle solanacee. Il termine deriva dalle parole latine “mala insana” cioè frutto non sano.

La melanzana è originaria dell’India. Sebbene esistano innumerevoli documenti che dimostrano la coltivazione della melanzana nell’area del sudest asiatico sin dalla preistoria, sembra che in Europa fosse sconosciuta fino al sedicesimo secolo. La diffusione in Europa di nomi derivati dall’arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell’area mediterranea dagli arabi agli inizi del Medioevo.
Le melanzane arrivano in Europa grazie agli Arabi e diventano subito un cibo molto utilizzato nella cucina povera. La loro versatilità e la possibilità di impiegarle per realizzare primi, contorni o secondi le ha rese nei secoli indispensabili.

Questi vegetali contengono molta acqua e vitamine A e C. La melanzana cruda ha un gusto sgradevole ed è anche tossica perché contiene solanina. Pertanto la melanzana viene consumata solamente cotta. D’altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.
In commercio si trovano in prevalenza quelle nere e quelle viola, di forma rotonda; secondo la forma si utilizzano per preparazioni diverse. Quelle nere allungate sono più adatte per essere imbottite oppure per polpette. Al momento dell’acquisto, bisogna sceglierle senza ammaccature, con la pelle liscia e il picciolo non appassito. Si possono conservare in frigorifero, nel reparto delle verdure per qualche giorno.

Le melanzane aiutano ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue e sono indicate nelle diete ipocaloriche se non vengono fritte. Infatti questo tipo di cottura fa aumentare notevolmente l’apporto calorico perché le melanzane tendono ad assorbire i grassi.
Si possono consumare grigliate, stufate, ripiene di carne o di pasta, alla parmigiana o nella caponata. Con un po’ di fantasia si può realizzare un pasto a base di melanzane  che soddisfi anche i palati più esigenti.


 

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Fagiolini di stagione che bontà! Ecco come sceglierli e cucinarli

E’ arrivata la stagione dei fagiolini freschi. Vogliamo parlarne un po’.

I fagiolini, nonostante siano legumi, da un punto di vista nutritivo vanno considerati ortaggi; infatti la raccolta avviene quando il fagiolo non è ancora maturo. Generalmente siamo abituati a vedere fagiolini di colore verde, tuttavia esistono varietà più scenografiche, tra cui Burro di Rocquencourt, Meraviglia di Venezia, Corona D’Oro (con bacello giallo) e Re dei Bleu, Trionfo violetto (con bacello violaceo).

I fagiolini hanno un basso apporto calorico, mentre è ricco di fibre, di sali minerali e di vitamina A. Per queste ragioni viene impiegato nelle diete ipocaloriche. Contengono 17 calorie per100 gdi prodotto lavato Diversamente dai fagioli i fagiolini non possono essere essiccati, per cui sono consumati freschi oppure conservati in scatola o surgelati.

I fagiolini dovrebbero avere i semi (i futuri fagioli) appena accennati e il picciolo ancora attaccato. I fagiolini migliori sono quelli croccanti, che si spezzano se vengono piegati. Si conservano fino a 4-5 giorni chiusi in un sacchetto di plastica, in frigorifero, se hanno ancora il picciolo possono durare fino a una settimana.

In cucina i fagiolini rappresentano una valida verdura da contorno, infatti si prestano ad essere preparati in varie ricette. I fagiolini sono semplici da pulire basta semplicemente togliere le due estremità ed il prodotto è pronto per essere cucinato. La loro cottura avviene lessandoli in acqua salata e poi possono essere consumati così lessati con un filo d’olio e aceto o limone o possono essere cucinati in padella con un pò di pomodoro e cipolla.

I Fagiolini necessitano di una lunga lessatura (10-15 minuti), conviene sempre bollirli per 8 minuti anche quando si vogliono stufare nel fondo di cottura. Per velocizzare l’operazione si può utilizzare la pentola a pressione: in questo caso vi consiglio di cuocerli per non più di 4 minuti nella pentola

Sono ottimi con un risotto a base di verdure come carote cipolla piselli carciofi a cui ci aggiungeremo anche i nostri fagiolini. I fagiolini rimangono consistenti e mantengono il loro peso. Classicamente si sposano molto bene con l‘aglio, crudo o cotto, il basilico, i formaggi, le patate lessate, la carne di maiale.  Quando usati nei primi piatti, si abbinano bene agli spaghetti, e allora andranno lasciati interi o tagliati a metà, oppure con le mezze penne o i fusilli, e allora andranno tagliati della lunghezza della pasta. Nei risotti, invece, vanno tagliati a pezzetti.

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Insalata di funghi e spinaci

Oggi vi proponiamo una semplice e veloce insalata da servire sia come antipasto che come saporito contorno. Vi darà un carico di energia per l’utilizzo di spinaci, funghi e formaggio grana e gusterete gli spinaci in modo diverso e sfizioso.

Insalata di funghi e spinaci 

Ingredienti per 4 persone
Spinaci: g 400
Funghi champignon: g 200
Formaggio grana a scaglie: g 100
2 limoni
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe


Pulite, lavate e tagliate i funghi champignon a fettine. Lavate gli spinaci, strizzateli e saltateli in una padella con l’olio per 5 minuti.
Disponete gli spinaci nel piatto da portata, unite i funghi, condite con il sale, il pepe, il succo dei limoni e l’olio. Cospargete l’insalata con le scaglie di grana.

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Minestrone di orzo e verdure

Per la settimana di quaresima vi propongo un sostanzioso minestrone. L’orzo è un cereale ricco di proteine e della vitamine B1; quello perlato si può cucinare senza l’ammollo, basterà lavarlo e sgocciolarlo.

Minestrone di orzo e verdure

Ingredienti:

400 grammi di orzo perlato
200 grammi di verza
1 carota
sale
1 gambo di sedano
1 finocchio
1 carciofo
1 cipolla
pepe

Mondiamo, laviamo e affettiamo tutte le verdure; in una pentola mettiamo l’olio e la cipolla ad appassire.
Dopo 5 minuti uniamo le altre verdure facendolo cucinare per 10 minuti. laviamo l’orzo, scoliamolo e versiamolonella pentola con le verdure.
Copriamo con acqua calda, mescoliamo e cuciniamo col coperchio per un’ora.
Spegniamo il fuoco, condiamo con pepe macinato e serviamo caldo.

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Carote ripiene un delizioso antipasto

Le carote sono buonissime cotte e crude; sono ricche di carotene e aiutano il benessere della pelle. Preparatele per la giornata del papà come contorno o antipasto. E’ una ricetta semplicissima.

Carote ripiene un delizioso antipasto

Ingredienti:
400 grammi di carote
1 pizzico di sale
100 grammi di mascarpone
100 grammi di ricotta
100 grammi di piselli

Puliamo le carote, lessiamole per 10 minuti in poca acqua bollente; scoliamole, tagliamole a tocchetti, facciamo freddare e scaviamo lasciando una parte come base.
Lessiamo i piselli per 10 minuti e scolaimoli.
In una bacinella mischiamo la ricotta, il mascarpone, il sale e i piselli.
Amalgamiamo, farciamo le carote e serviamo.


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Crostata esotica alla papaya e mango

Una crostata che richiede un pochino di tempo ma il risultato non vi deluderà. Sarà un dolce modo di assumere vitamine. Potete scegliere voi l’abbinamento della frutta, io la propongo con papaya e mango.

Ingredienti per la pasta frolla:
Farina: g 250
Burro: g 150
Zucchero: g 100
2 tuorli di uova
Un limone
Una bustina di vanillina

Per la crema:
Latte:3 decilitri
Farina: g 50
Zucchero: g 75
2 tuorli d’uova
Cioccolato fondente: g 100
Un limone
Mezza stecca di vaniglia

Frutta esotica:1 kiwi
Mezza papaya
Un mango

Versate la farina su una spianatoia, formate un buco al centro, unite il burro ammorbidito, lo zucchero, i tuorli di uova, la buccia grattugiata del limone e la vanillina, lavorate l’impasto con le mani e conservatelo in frigorifero per un’ora.
Per preparare la crema: in un pentolino portate il latte a ebollizione con il cioccolato fondente, la metà dello zucchero, la buccia grattugiata del limone e la vaniglia.
Sbattete in una ciotola i tuorli di uova con lo zucchero rimasto, unite la farina, amalgamate, versate il latte con il cioccolato, riponete il composto nel pentolino, portate a ebollizione, cuocete per 5 minuti e lasciate intiepidire.
Con un mattarello stendete la pasta frolla, adagiatela in una tortiera imburrata e cuocete nel forno a 200 gradi per15 minuti, quindi togliete la crostata dal forno, lasciatela intiepidire e ricopritela con la crema di cioccolato.
Pelate la frutta esotica, tagliatela a fette e adagiatela sulla crostata.


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Asparago un gusto dolce amaro

Primavera alle porte. Per i più fortunati questo significa lunghe passeggiate in campagna, magari in cerca di asparagi. Parliamo un pò di questo arbusto che cresce  spontaneo in tutta la Penisola.

Asparago  dal latino asparagus, germoglio.
E’ una pianta dalle notevoli proprietà benefiche ed  ha una storia antica e millenaria, sembra provenga dalla Mesopotamia antica e dalle zone circostanti dei fiumi Tigri ed Eufrate.

I latini diedero questo nome alla pianta dell’asparago per due motivi:  in primo luogo perché la parte commestibile è soltanto quella apicale del germoglio, e , secondo, perché si riteneva che l’asparago possedesse delle benefiche proprietà curative in grado di rigenerare il corpo umano e ridargli nuova linfa.

La presenza, in Italia, della specie orticola e delle altre selvatiche è così antica che l’asparago viene considerato indigeno.  Sembra certo che, presso i Romani del Basso Impero, l’asparago fosse in auge e rappresentasse uno dei piatti più ricercati.  Tant’è vero che, a mano a mano che i Romani conquistavano nuove terre, ne stimolavano la coltivazione.
Nel 1600, gli asparagi erano coltivati in tutta Europa: in Francia contribuivano a formare menù meravigliosi.  Il celebre giardiniere La Quintinye riusciva a far gustare asparagi al ghiotto Re Sole  perfino nel mese di dicembre!

L’inizio del secolo X VIII segna una svolta nelle colture dell’asparago, con la comparsa nei giardini d’Olanda, del Belgio, della Francia, di una nuova varietà di dimensioni mai viste, che presentava pregi qualitativi e quantitativi nettamente superiori agli asparagi coltivati a quei tempi.
Da allora agronomi e agricoltori si dedicarono alla coltura del grosso ed eccellente“asparago d’Olanda“ e a questa  ne seguirono altre.
Queste piante perenni, più o meno spinose,  hanno notevoli proprietà diuretiche e contengono asparagina o acido aspartico, che conferisce all’urina il tipico odore.  La comparsa dell’odore di asparagi nell’urina è associata all’efficienza del sistema renale:  se il sistema è efficiente l’odore si sente nella minzione immediatamente successiva all’ingestione di asparagi.

Ottimi germogli riducono il ristagno dei liquidi , quindi sono diuretici e depurativi e sembra favoriscano la stimolazione dell’appetito.
Gustoso e nutriente ortaggio, sono ricchi di fibra, vitamine A, B1, B6, C, acido folico, amminoacidi, carotenoidi, potassio,magnesio,calcio e fosforo, ma nel contempo sono poveri di calorie  ed il consumo di asparagi da parte delle donne in gravidanza riduce sensibilmente la possibilità che il feto sviluppi malformazioni, soprattutto la spina bifida.

Dal gusto, che quasi  evoca il sapore del carciofo, lo troviamo a primavera  in natura in tutta Italia come asparago selvatico,a volte violetto,verde,oppure bianco,quest’ultimo molto spinoso.
In cucina ne utilizziamo i germogli verdi e per preservarne il colore vivo qualcuno consiglia di bagnarli in acqua gelata immediatamente dopo la cottura.
L’asparago può essere servito in varie maniere e, a seconda delle tradizioni locali, esistono diverse preparazioni tipiche, serviti facendoli saltare in padella previa lessatura, semplicemente con burro o burro e parmigiano o venire accompagnati da uova al burro e formaggio grattugiato  o sode.
Ma, ricordate, non buttate via l’acqua di cottura..utilizzatela per cuocere gli spaghetti,  magari accompagnati da un sughetto di asparagi in rosso.


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Lo zafferano, la droga del buon umore Un gusto inconfondibile

Nobile spezia capace di dare colore e sapore a molte pietanze, lo zafferano è quel tocco in più nella nostra cucina.

Chiamato “oro rosso“per il suo colore o “tesoro giallo“, per il suo alto costo, è un piccolo prezioso bulbo il cui fiore possiede degli  stimmi, di colore rosso arancio, di profumo e sapore molto particolare ed intenso e che, a contatto con i liquidi, producono quella colorazione gialla che rende inconfondibile tutti i piatti cucinati con l’aiuto di questa spezia preziosa.

Lo zafferano non viene utilizzato solamente a scopo culinario, ma già le popolazioni arabe ne conoscevano le proprietà medicinali, difatti; la spezia prodotta dal Crocus sativus, questo il suo nome scientifico, è ricca di carotenoidi di vitamine A, B1 e B2.

Lo zafferano,  protegge le nostre cellule dall’invecchiamento, innalzando anche le nostre difese immunitarie, ed un piatto preparato con lo zafferano riesce ad eliminare più scorie di radicali al giorno di quanto faccia la stessa vitamina C.

Gli effetti benefici dello zafferano erano conosciuti, in Asia Minore molto prima della nascita di Cristo e da millenni, veniva usato da Indiani, Arabi, Egiziani, Greci e Romani, non solo in cucina, ma anche per tingere le vesti, e per preparare unguenti e profumi; a tutt’oggi è largamente usato nella medicina cinese ed in quella indiana.

L’elevato contenuto di principi attivi di questa umile pianta favorisce il buon funzionamento dell’apparato digerente , ma è anche un antidepressivo naturale, una “droga del buonumore” insomma.

Ottimo stimolante dell’appetito, sedativo della tosse, analgesico gengivale, e, dicono alcuni, anche afrodisiaco: Ermes, l’astuto dio greco, utilizzava questi magnifici pistilli color arancio come stimolante per risvegliare il desiderio sessuale;a tutt’oggi è allo studio l’ipotesi che lo zafferano sia in grado di contrastare il morbo di Alzheimer ed alcuni dietisti lo propongono come rimedio nelle diete dimagranti.

Lo zafferano si alleva facilmente in un angolo del vostro giardino, come pure in grossi vasi all’aperto; fate attenzione ai ristagni d’acqua, concimate con stallatico e da settembre sino a novembre potrete godere delle sue profumate infiorescenze e raccoglierne i frutti deliziosi.

Questa spezia dal colore allegro e solare, dal profumo intenso e gustoso, piacevolmente amarognolo, è versatilissima in cucina e molti sono i piatti che si possono preparare: il classico risotto alla milanese, pennette,linguine,gnocchetti, pesci, budini. Pensate che in Sardegna, dove la sua tradizione culinaria è derivata dalla dominazione araba, lo zafferano non manca mai, sia nel semplice ragù che nel il formaggio, nei primi piatti come nei dolci.

Utilizzatelo sciolto in acqua o magari in rossi stimmi interi per guarnire le vostre pietanze, preparatevi ottime tisane digestive, antistress e per conciliare il sonno.


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