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Category Archives: Cucina etnica

Alla scoperta dei percorsi gastronomici spagnoli: Jamon Iberico

 

 

Un tour dello Jamon Iberico, non può prescindere dalla sua storia, avvolta di mistero e di romanticismo. Il territorio ed il clima in cui gli animali vengono allevati trasforma ogni prosciutto in uno dei cibi più raffinati del mondo. La grandezza di questo prodotto tipicamente spagnolo si costruisce solo con la pazienza, l’abilità ed il rispetto dei metodi tradizionali.

L’origine del nobile maiale iberico si perde nella notte dei tempi, a partire dagli uomini delle caverne che decoravano le grotte di Spagna con la loro arte. Il maiale iberico è, dunque, frutto di una selezione di secoli e si presenta possente, con un folto pelo nero ed un bel muso allungato. Da dove arriva il termine “pata negra”? Dallo zoccolo nero che rimane sul prosciutto durante il processo di lavorazione, distinguendo lo Jamon Iberico dal Jamon Serrano.

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Banoffee pie torta di banane e mou

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La banoffee pie è un dolce statunitense a base di biscotti, banane, latte condensato e panna. E’ un dessert facile perché non ha bisogno di cottura.

300 grammi di biscotti secchi

Panna montata

Cioccolato fondente

2 banane non troppo mature

400 grammi di latte condensato

150 grammi di burro

Portiamo a bollore una pentola d’acqua più grande del barattolo di latte condensato; inseriamo il barattolo dentro e facciamo cuocere per tre ore circa. Aspettiamo che si raffreddi; sciogliamo il burro a fuoco dolce e a parte tritiamo i biscotti lavorandoli con il burro. Sistemiamoli in una tortiera rotonda, rivestiamola con i biscotti in modo che aderiscano bene e poi mettiamo in frigorifero per un’ora circa. Sbucciamo, affettiamo le banane e sistemiamole sul fondo della tortiera. Ricopriamo con il latte condensato e copriamo con la panna montata. Guarniamo con scaglie di cioccolato e fette di banana. Mettiamo in frigorifero fino al momento di servire.

 

 

 

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Biscotti chocolate crinkles

imagesTZ8M4QS5Sono i tipici biscotti americani croccanti ma dal cuore morbido.

Ingredienti:

2 uova

½ bustina di lievito per dolci

200 grammi di farina

100 grammi di cioccolato fondente

150 grammi di zucchero

Zucchero a velo

Lavoriamo le uova con lo zucchero ed aggiungiamo il burro fuso appena si è intiepidito; lavoriamo bene, sciogliamo il cioccolato col burro e misceliamo bene. Formiamo un impasto e mettiamo in frigorifero per qualche ora. Mettiamo lo zucchero a velo in una ciotola, formiamo delle piccole palline e facciamole ruzzolare nello zucchero. Sistemiamole in una teglia ben imburrata e cuociamo per 8 -10 minuti al massimo a 180 gradi. L’importante è che non si asciughino troppo.

 

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Come cucinare il pollo al curry

 

Come cucinare il pollo al currySe state pensando ad una serata un po’ particolare con cucina etnica, senza però esser costretti a fare cose troppo complicate, il pollo al curry potrebbe essere quello che fa al caso vostro. Il pollo al curry è una ricetta tipica della cucina indiana, molto gustosa, che unisce la semplicità del pollo, al sapore delle spezie. A seconda delle tradizioni esistono molte ricette per preparare il pollo al curry, noi abbiamo preso spunto da Come Fare di Donna Moderna, per quella più classica. Naturalmente a seconda dei nostri gusti personali potremmo apportare delle modifiche.

Cosa serve: Innanzitutto per 4 persone avremmo bisogno di 300 gr di petto di pollo, due cucchiai di curry, 250 ml di panna liquida (ma può andare bene anche il latte), e poi ancora olio d’oliva, sale e pepe, un cucchiaio di maizena, ma se non si riesce a trovare anche di farina, ed infine 250 gr di riso.

Prima fase: Si inizia sminuzzando il pollo in tanti cubetti su un tagliere, dopodiché li si fa soffriggere in padella, nell’olio d’oliva a fuoco lento. Dopo si mette sale e pepe, aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua e appena il pollo sarà dorato si aggiungono i due cucchiai curry. Dopodiché si appoggia il coperchio sulla padella e si lascia cuocere per 5 minuti.

Seconda fase: Si fa evaporare l’acqua sollevando il coperchio, e si aggiunge la panna liquida o il latte, nel caso si voglia fare la ricetta in modo più leggero, mescolando spesso per evitare che si attacchi tutto sul fondo della padella. La panna infatti tende a far attaccare tutti gli ingredienti, e quindi a bruciarli.

Terza fase: Ora è possibile aggiungere la maizena oppure la farina, cercando di mescolare bene per evitare che si creino grumi. Dopo che il preparato si sarà addensato, si lascia cuocere per altri 5 minuti.

Il pollo al curry adesso è pronto ma si consiglia di servirlo assieme ad una porzione di riso cotto per accompagnarlo.

 

 

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Manzo e fagiolini alla salsa di soia

imagesCA6QBSDYE’ un secondo ispirato alla cucina orientale, saporito ed estivo.
Ingredienti:
salsa di soia
olio extra vergine d’oliva
4 scaloppine di manzo
300 grammi di fagiolini freschissimi
radice di zenzero fresca

Mondiamo i fagiolini, laviamoli e facciamoli asciugare. In una padella mettiamo abbondante olio, lo zenzero e i fagiolini. Facciamoli rosolare, girando spesso; dopo 5 minuti uniamo la carne e la salsa di soia. Copriamo, cuociamo per altri 5 minuti e giriamo delicatamente la carne. Facciamo insaporire, spegniamo e serviamo.

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Gelato fritto

imagesIl gelato fritto è il dessert tipico dei ristoranti cinesi. Ecco a voi una versione di questa apprezzata ricetta
Ingredienti:
150 grammi di farina
1 uovo
olio per fritture
acqua fredda gassata 100 ml
latte intero 100 ml

Formiamo delle palline di gelato e mettiamole in freezer per circa un’ora; nel frattempo stemperiamo la farina con il latte ed uniamo l’uovo leggermente sbattuto; aggiungiamo l’acqua fino a formare una pastella densa. Scaldiamo l’olio, immergiamo le palline nella pastella e passiamole nell’olio bollente fino a che non siano dorate. Passiamole nella carta assorbente e serviamo subito.

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La cucina tahitiana

La cucina tahitianaSapori del Vecchio Continente e dell’Estremo Oriente incontrano materie prime e metodi di cottura tipicamente polinesiani dando vita a un caleidoscopico quadro di sapori.

Leggera e gustosissima, la cucina tahitiana moderna è un equilibrato mix di influenze francesi, cinesi e polinesiane, con materie prime e metodi di cottura tipici del Pacifico come il caratteristico hima’a (forno interrato), una buca di cottura scavata nel terreno nella quale uno strato di pietre e foglie di banano separa gli alimenti dalla brace sottostante. Il suo utilizzo risulta particolarmente efficace nella preparazione di stufati di maialini da latte, polli fafa e po’e.

Sono moltissimi i modi con i quali si consuma il cocco nelle Isole di Tahiti: il grande protagonista delle tavole tahitiane viene infatti servito crudo, cotto, sotto forma di olio, latte o liquore, sia nelle preparazioni salate che in quelle dolci, cocktail compresi. Lungo le strade o al ristorante è possibile acquistare il cocco ghiacciato, ma molto diffusa è anche la pape hari, la sana, economica, naturale e dissetante acqua estratta da questo versatile frutto.

Il latte di cocco è l’ingrediente che non manca mai nelle ricette tahitiane più comuni e infatti è presente in moltissime preparazioni : ricco di principi nutritivi, questo ingrediente è caratterizzato anche da una naturale leggerezza che lo rende particolarmente indicato per i malati e i convalescenti. Si trova in numerose specialità come il poisson cru (pesce crudo alla tahitiana), preparato con tonno rosso, cetriolo, lime, cipolla, prezzemolo, sale e pepe. Viene utilizzato anche per la preparazione del pollo fafa, un insieme di petti di pollo cotti con foglie di taro, cipolle, zenzero, lime, brodo, per il poé di banane, un dolce realizzato con banane, farina di manioca e zucchero e per il ma’a Tahiti, piatto tradizionale composto da un ricco miscuglio di taro, uru, pesce, carne grassa di maiale e verdure.

La Polinesia francese è un vero e proprio trionfo di frutti tropicali come pompelmi, papaye, manghi, lime, cocomeri e ananas che, con l’aggiunta di un pizzico di vaniglia, possono dar vita a saporiti dessert. Le Isole di Tahiti sono celebri anche per i loro deliziosi succhi di frutta prodotti dalle aziende locali come la nota Rotui di Moorea. Per quanto riguarda le bevande alcoliche, il re delle feste tahitiane è il mai tai, un cocktail a base di rum, succo di frutta, liquore al cocco e, talvolta, Grand Marnier o Cointreau.

Poteri curativi sono attribuiti invece al succo ottenuto dalla spremitura del frutto del Noni: secondo i polinesiani, si tratterebbe di un vero e proprio elisir di lunga vita in grado di curare molti disturbi psicofisici, grazie alla sua azione immunostimolante, antimicrobica, antalgica, antiossidante e antistress.

I leggendari uru (frutti dell’albero del pane), le molte varietà di banane come il fei (banana selvatica), l’umara (patata dolce) e i diversi tuberi (taro, tarua e ufi) costituiscono la base della cucina insulare. A queste materie prime si accompagna spesso il pesce, sia cotto che crudo,come il saporito ume, il tonno rosso, il pesce unicorno e la piccola caranga. Le zone turistiche presentano un’offerta culinaria più variegata che comprende, tra le altre, specialità francesi come baguette, formaggi e vini.

Tutte queste prelibatezze possono essere degustate all’interno dei grandi alberghi, che offrono spesso due tipi di ristoranti, semplice o gourmet, oppure nei bistro, nelle caffetterie e nelle tipiche roulottes. Queste caffetterie “mobili” offrono soprattutto cibo di strada, locale e internazionale, a poco prezzo, tra cui pizze, crêpes, bistecche e patatine. Nelle Isole di Tahiti sono anche molto diffusi gli snack, piccoli bar-caffè semplici ed economici dove è possibile consumare un pasto veloce a base di insalate, panini, hamburger o poisson cru.

Tahiti Tourisme
c/o Aviareps
Via Monte Rosa 20 – 20149 MILANO
Tel : +39 (02) 43458345 – Fax : +39 (02) 43458340
Tahiti.italy@aviareps.com

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Comprare e cucinare la Kobe, alcune utili consigli

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Quando si parla di cucina giapponese, i discorsi tendono tutti a dirigersi verso il sushi e verso gli incredibili piatti a base di pesce della cucina del Sol Levante.

In pochi sanno che quel paese è anche produttore delle migliori bistecche al mondo, blocchi di carne tra i più ambiti dagli appassionati e che possono costare il proverbiale occhio della testa.

Si chiama Kobe, ed è una varietà bovina che è stata allevata e selezionata nelle isole giapponesi, e che dopo l’apertura del paese agli scambi commerciali con l’estero, ha cominciato ad arrivare, seppur timidamente, anche sui nostri mercati.

E’ una bistecca molto particolare, e ce ne possiamo accorgere anche semplicemente dando un’occhiata al suo aspetto prima della cottura. E’ ricca di micro-venature di grasso, che sono distribuite in modo omogeneo tra le parti di carne magra.

Una volta cotta, a patto che seguiate le indicazioni giuste per farlo, la bistecca sarà estremamente tenera, grazie al grasso che sciogliendosi contribuirà ad offrire una consistenza decisamente unica e lontana anche dalle migliori bistecche di casa nostra.

Anche gli americani hanno provato ad allevare questa razza di mucche, con risultati alterni e non riuscendo a risolvere il problema principale della Kobe, che è decisamente il prezzo.

Per una buona Kobe paghiamo fino a 10 volte quello che è il prezzo del medesimo taglio di Chianina, un’altra razza che già non brilla per economicità.

Nonostante i prezzi da capogiro, sono in molti disposti a fare un sacrificio per gustarsi una Kobe, grazie ad una reputazione (meritatissima) che ha ormai raggiunto i quattro angoli del mondo.

Il mondo della cucina non finirà mai di stupirci, anche se come negli altri casi, è bene seguire indicazioni precise prima di acquistarla. Quando un prodotto è così costoso, sono molti quelli che hanno interesse a contraffare il prodotto.

L’attenzione prima di tutto, non vorrete mangiare una comune bistecca, pur se buonissima, pagandola una cifra incredibile come quella che vi chiederanno in cambio di una vera Kobe. 

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Cucina semplice:cous cous all’agnello e carote

imagesE’ un piatto tipico del Marocco. Questa è una versione molto semplice con agnello e carote.

Ingredienti:
olio extra vergine d’oliva
sale
farina
300 grammi di polpa di agnello
2 carote
200 grammi di cous cous precotto 

 

Infariniamo l’agnello, mettiamo dell’olio in una padella e rosoliamo la carne con la cipolla. Uniamo ilvino, facciamo evaporare e mettiamo il coperchio. Aggiungiamo poi le carote e 1 bicchiere di acqua. Facciamo cuocere a fuoco dolce per 30 minuti; prepariamo il cous cous seguendo le indicazioni della confezione, spegniamo l’agnello e mescoliamolo al cous cous. Serviamo subito.

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Scones vegetariani

Scones vegetariani

Gli scones sono piccole delizie inglesi da gustare con formaggi, marmellate o panna. Questi scones che vi presentiamo sono salati e senza burro ma si possono preparare anche dolci.

Scones vegetariani 

Ingredienti:

400 grammi di farina
1 cucchiaio di zucchero
1/2 bustina di lievito
5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva



Mettiamo la farina in una ciotola, uniamo il sale l’olio. Lavoriamo ed uniamo il lievito e lo zucchero. Impastiamo, stendiamo la sfoglia con il mattarello e ritagliamo dei tondi con un bicchiere. Mettiamo in una teglia imburrata e cuociamo per 10 minuti a 180 gradi. I nostri scones sono pronti da gustare.

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