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Category Archives: Pasqua

Pizza dolce pasquale umbra

 

La cucina regionale italiana custodisce molte ricette di dolci pasquali. Biscotti, pani con le uova, ciambelle e pizze dolci. La consuetudine delle pizze dolci è diffusa in tutto il centro Italia. Noi non vogliamo dimenticare tutti coloro che sono impossibilitati a vivere i giorni di Pasqua serenamente per via dei danni del terremoto. Ecco perché vi suggeriamo la nostra versione della pizza dolce di Pasqua dell’Umbria.

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Pasqua:il canascione laziale

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Il canascione è una sorta di focaccia ripiena preparata per Pasqua in alcune regioni italiane, come il Lazio e la Campania. La ricetta laziale, farcita con salsiccia e formaggio o ricotta e spinaci, si prepara così.

Ingredienti:

400 grammi di farina

1 pizzico di sale

200 grammi di salsiccia

1 uovo

100 grammi di ricotta

150 grammi di pecorino romano

Sciogliamo il lievito in poca acqua tiepida ed uniamolo alla farina. Impastiamo con una forchetta, incorporando l’olio e qualche cucchiaio d’acqua. La pasta non deve essere appiccicosa ma neanche eccessivamente dura; formiamo una palla, copriamola, lasciamola lievitare per un’ora al caldo e poi stendiamola ottenendo due dischi. Affettiamo la salsiccia e grattugiamo il pecorino amalgamando la ricotta e l’uovo; stendiamo la pasta che deve essere abbastanza grossa e farciamola col composto. Richiudiamo col secondo disco, premendo bene sui bordi. Inforniamo a 180 gradi per 20 minuti, si può anche consumare fredda.

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I migliori consigli per la Colomba giusta

colomba
Pasqua è ormai alle porte e sulle tavole degli italiani tornerà immancabile la Colomba, dolce classico di questa festività. Ma siete sicuri di riuscire a riconoscere la vera Colomba pasquale, senza correre il rischio di acquistare scarse imitazioni?

LA DENOMINAZIONE RISERVATA

Dovete sapere che con il Decreto del 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dall’allora Ministero delle Attività Produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, è stata finalmente dedicata una specifica normativa a tutela di alcune tra le più note specialità della tradizione dolciaria italiana.

A partire dal 27 gennaio 2006, la “Colomba”, ma anche il “Panettone” e “Pandoro”, insieme a “Savoiardo” ed “Amaretto”, hanno una precisa carta di identità con tanto di definizioni, composizione, regole di etichettatura e processi tecnologici stabiliti da una legge dello Stato.

In base a questa specifica normativa, soltanto i prodotti che rispettano il disciplinare produttivo sancito dal Decreto stesso, possono utilizzare la denominazione riservata “Colomba”.

Era, infatti, quasi paradossale che prodotti così emblematici e radicati nella tradizione alimentare nazionale non avessero alcuna normativa di riferimento con il rischio che produttori spregiudicati, ispirati da logiche commerciali, ne potessero modificare la ricetta originale stravolgendone la natura e svilendone l’immagine a danno dell’intera categoria.

IL LIEVITO MADRE: UN SEGNO DISTINTIVO

Al di là dell’essere il dolce classico della Pasqua, la Colomba ha una tecnica produttiva antica, particolare ed elaborata, l’unica che permetta di ottenere dolci di così grandi dimensioni e lunga conservabilità.

Ciò che la distingue da molti altri prodotti da forno è il tipo di lievitazione: nel caso della Colomba, infatti, è naturale, realizzata, cioè, con il lievito madre. La lievitazione naturale è la forma più antica utilizzata per far gonfiare gli impasti di farina. Oggi la sua produzione ha origine da lieviti madre selezionati, spesso all’interno della stessa azienda dolciaria, così come un tempo, quando si faceva il pane in casa, si conservava una parte dell’impasto lievitato perché facesse a sua volta da innesco per le preparazioni successive.

Ma a che cosa giova questa lentezza, e perché non si usano sempre metodi produttivi più veloci? Nella preparazione dei dolci lievitati da ricorrenza si utilizza la lievitazione naturale perché porta ad alcuni esclusivi vantaggi: la fermentazione non solo con lieviti ma con batteri lattici rende inoltre più acida la massa fermentata e porta alla creazione di un prodotto più resistente a eventuali successivi attacchi da parte di muffe, e quindi più conservabile. La lievitazione lunga provoca inoltre una parziale frammentazione delle molecole dell’amido, e rende il dolce più digeribile.

Ma l’effetto più gradito è dato dalla creazione di nuove sostanze aromatiche, che arricchiscono e rendono unici gusto e profumo di questi prodotti da forno!

COME NASCE LA COLOMBA?

Nella tradizione italiana esistono dolci primaverili a forma di Colomba. Se ne fa risalire l’origine a un leggendario episodio accaduto ai tempi dei Longobardi, quando al re Alboino, che stava assediando la città di Pavia, venne offerto un pane arricchito con uova a forma di Colomba. Ma il dolce di Pasqua come lo conosciamo oggi è stato un’invenzione industriale della fine degli anni Trenta del secolo scorso, quando Angelo Motta, industriale del Panettone, decise di confezionare un dolce di produzione simile al Panettone, così da poter ampliare il periodo di produzione della sua fabbrica. Lanciò poi questo nuovo prodotto con una autentica campagna con manifesti pubblicitari.

IMPARIAMO A GUSTARLA CON TUTTI I SENSI!

Concludiamo il nostro viaggio, dandovi qualche suggerimento per gustare la colomba… con tutti i sensi! Buona degustazione!

Una glassa perfetta

La glassa della Colomba si mostra uniforme e senza bruciature, liscia, con le mandorle intere e la granella di zucchero distribuite in modo regolare.

La lievitazione ampia

L’impasto della Colomba riempie bene il pirottino di carta, con il massimo sviluppo al centro. La fetta mostra un’alveolatura regolare, con cavità piccole.

Un profumo delicato

Il profumo, delicato e mai pungente, ricorda appena le uova e il burro.

La consistenza e il sapore

Al palato la pasta è soffice, non gommosa. E all’assaggio emerge il sapore del burro, ma intensi protagonisti sono i canditi, la glassa e le mandorle.

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Pasquetta:tramezzini vegetariani

imagesX1W0JOHCPer chi vuole trascorrere una pasquetta vegetariana, un’idea per tramezzini golosi.

Ingredienti:

500 grammi di pane integrale a fette

olio extra vergine d’oliva

200 grammi di carote fresche

Sale

Erba cipollina

100 grammi di yogurt compatto, tipo greco, bianco senza zucchero

 

Togliamo la crosta al pane, grattiamo le carote e sbollentiamole per 10 minuti, scoliamole e frulliamole unendo due cucchiai d’olio. Correggiamo di sale, uniamo e lo yogurt e l’erba cipollina. Tostiamo il pane e farciamo i tramezzini. Buona pasquetta.

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