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  • Ricetta del pesto alla siciliana: per un primo piatto ricco di gusto

    Un bel piatto di pasta è proprio quello che ci vuole per portare in tavola il meglio della tradizione italiana e per riuscire ad ottenere tutte le energie necessarie per affrontare la giornata. Se sei alla ricerca di un condimento dal sapore intenso, ti consigliamo assolutamente di provare il pesto alla siciliana. Pomodoro, ricotta, pecorino, pinoli, qualche foglia di basilico, gli ingredienti che scendono in campo in questa ricetta sono semplici e genuini, buonissimi. Andiamo insieme alla scoperta delle origini del pesto alla siciliana e come realizzarlo. 

    Le origini del pesto alla siciliana

    Il pesto alla siciliana nasce a Trapani. In passato proprio nel porto di Trapani erano soliti fermarsi i genovesi, durante i viaggi di ritorno dall’Oriente. Già a quel tempo i genovesi erano molto attaccati alle loro tradizioni culinarie, tanto da raccontare in modo accorato la ricetta del loro amato pesto agli amici di Trapani. I trapanesi trovarono che quella ricetta era davvero molto interessante e gustosa. C’era qualcosa però che mancava, mancavano i sapori tipici della Sicilia. Così le donne di Trapani provarono ad arricchire la ricetta genovese con alcuni dei prodotti che erano solite utilizzare quotidianamente. Ecco come è nato il pesto alla siciliana!

    Gli ingredienti necessari per la preparazione del pesto 

    Il pesto alla siciliana è disponibile già pronto al supermercato. Perché però non realizzarlo a casa con ingredienti freschi? Dopotutto si tratta di una ricetta semplicissima, che anche i meno esperti possono riuscire a portare in tavola senza difficoltà. Ecco allora la lista degli ingredienti di cui hai bisogno per la preparazione del tuo pesto: 

    • 500 g di pomodori ramati
    • 100 g di pecorino stagionato grattugiato
    • 150 g di ricotta vaccina fresca
    • 50 g di pinoli
    • 1 spicchio di aglio
    • Basilico q.b.
    • Sale fino q.b.
    • Olio extra vergine di oliva q.b.
    • Peperoncino qb. 

    Procedimento per la preparazione del pesto alla siciliana 

    Come abbiamo poco fa avuto modo di osservare, la preparazione del pesto alla siciliana è molto semplice. Ecco spiegata la ricetta step by step: 

    • Lava in modo accurato i pomodori, tagliali a metà e togli tutti i semi. A questo punto taglia i pomodori a cubetti. 
    • Lava e asciuga le foglie di basilico. 
    • Prendi il robot da cucina oppure il frullatore e inserisci al suo interno i pomodori, le foglie di basilico, i pinoli e il pecorino grattugiato. Se lo desideri, aggiungi un pizzico di peperoncino. 
    • Inserisci anche la ricotta, lo spicchio di aglio che avrai in precedenza sbucciato e il sale. 
    • Aziona il robot da cucina o il frullatore. 
    • Dopo qualche istante aggiunti anche l’olio extra vergine di oliva. 
    • Continua a far andare il robot da cucina sino a quando il composto non risulta omogeneo e cremoso.

    Come mangiare il pesto alla siciliana

    I siciliani sono soliti condire le busiate con il pesto alla siciliana. Non è detto però che tu riesca a trovare questo formato nei supermercati delle altre regioni. In alternativa alle busiate puoi scegliere qualsiasi formato di pasta preferisci, purché corto però. Non è detto che tu debba necessariamente mangiare il pesto alla siciliana con la pasta. Puoi anche condire con il pesto dei crostini da portare in tavola al momento dell’aperitivo oppure dell’antipasto. Non solo, puoi anche inserire un po’ di questo squisito condimento in tramezzini e panini, al posto delle classiche salse.

    Fonte: pianetadonne.blog

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  • Come fare il gelato fatto in casa

    Per fare il gelato in casa non c’è bisogno di usare la panna: insomma, con i giusti accorgimenti è possibile ottenere una versione light di questo alimento, che non è solo goloso ma anche nutriente. Tutto ciò di cui si ha bisogno è rappresentato da 5 cucchiai di zucchero, mezzo litro di latte e una bustina di vanillina. Il primo passo da seguire consiste nel versare il latte in uno o più vasetti di vetro, riempiendoli fino a tre quarti della loro altezza. A quel punto il latte deve essere lasciato in freezer per 4 ore (nel caso in cui si utilizzi la gelatiera ne bastano 2).

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  • La polenta al sugo di carne

    La polenta al sugo di carne è un piatto delizioso. Facile da preparare, la polenta al sugo di carne si può servire in tutte le occasioni, anche nei giorni di festa.

    La polenta al sugo di carne
    La polenta è poco costosa e versatile.
    Se avanza si può riscaldare, friggere o grigliare. Sazia a lungo, ha pochissimi grassi ed è priva di glutine. Contiene potassio, fosforo e vitamina A.
    Migliora il transito intestinale e si può rendere ancora più salutare abbinandola a verdure di stagione. Sviluppa circa 300 calorie ogni 100 grammi.
    E’ adatta non solo per ricette salate ma anche dolci come torte e biscotti.

    La polenta al sugo di carne, la ricetta
    Ecco la nostra ricetta semplice.
    Ingredienti:
    500 grammi di farina per polenta
    sale
    1 cipolla piccola
    1 carota piccola
    1 spicchio di aglio
    150 grammi di pancetta dolce a dadini
    300 grammi di macinato di vitello
    500 grammi di passata di pomodoro
    vino rosso
    olio extra vergine d’oliva
    1 foglia di alloro

    Prepariamo la polenta portando a bollore circa 2 litri di acqua. Versiamo la farina per polenta a pioggia e mescoliamo. Cuociamo a fiamma bassa mescolando spesso. Sulla pentola mettiamo un coperchio lasciandolo però leggermente sollevato; per riuscirci appoggiamo sul bordo della pentola una posata.
    Per il condimento tritiamo la carota e la cipolla. In una pentola a bordi alti mettiamo un giro d’olio, l’aglio schiacciato e la foglia di alloro. Uniamo il trito e mescoliamo. Quando la cipolla diventa trasparente versiamo la pancetta e poi la carne. Bagniamo col vino e lasciamo sfumare. Dopo qualche minuto versiamo la passata e mescoliamo bene. Copriamo e cuociamo per circa 40 minuti; saliamo leggermente.
    La polenta sarà pronta dopo circa 40 minuti; saliamo. Eliminiamo l’aglio e la foglia di allora dal sugo. Serviamo la polenta calda con abbondante condimento.

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    Peperone crusco: bontà dolcezza ed origini

    A dispetto dell’idea comune del peperone, quello crusco non è piccante ma anzi dolce e di colore rosso con la sua croccantezza donata dal tipo di lavorazione che lo contraddistingue. Ora andremo a vedere nello specifico le origini del peperone crusco, gli usi e le curiosità di questo must della cucina lucana e calabrese.

    Fu importato dagli aragonesi nel XVI secolo in Italia dalle colonie spagnole delle Antille e, grazie alla dedizione e cura dei contadini meridionali nei confronti di questa qualità di peperone, si è aggiudicato la certificazione IGP (indicazine geografica protetta). In origine Capsicum annuum, famiglia delle Solanacee, è approdato quindi in Europa grazie al ritorno dalle Americhe di Cristoforo Colombo. Un piccolo aneddoto narra che il medico di bordo Chanca di Siviglia abbia scoperto le loro virtù sia mediche che culinarie stivandone una bella quantità in una delle caravelle. Per prepararlo viene utilizzato di norma il peperone di Senise IGP simile ai peperoncini piccanti ma dalle noti dolci e con una polpa perfetta per l’essiccazione. Il procedimento che deve seguire è particolarmente preciso prima di tutto deve friggere leggermente per pochi secondi e per raggiungere la croccantenzza che lo contraddistingue lo si mette in frigo. E’ proprio mediante questo shock termico che assume questa particolare consistenza detta crusca, la quale ne determina il nome appunto. Ma perché il nome Senise? Questa località lucana è in provincia di Potenza e la semina dei peperoni, rigorosamente in agosto, avviene ai piedi del Parco Nazionale del Pollino. Dopo la raccolta vengono racchiusi per circa tre giorni in stoffe appositamente scelte ove riposano per poi essere cuciti tutti insieme con ago e filo nelle tipiche collane chiamate serte lunghe anche per diversi metri e infine appese ai balconi o altre strutture per l’essiccazione finale. In moltissimi paesi della Calabria e Basilicata tutt’ora oggi è in uso questa tipica tradizione che emana nelle strade un profumo dolce e dipinge di un rosso acceso tutto il paesaggio. Inoltre grazie a questo tipo di essiccazione è perfetto per essere usato tutto l’anno dalle salse per condimento all’accompagnamento di carne o pesce o polverizzato da utilizzare come spezia.

    Ampiamente usato in ambito popolare ha riscosso un grande successo anche in ambito nazionale, vediamo quindi in definitiva come poterlo usare al meglio in cucina. Innanzi tutto non deve essere assolutamente lavato se non pulito con un panno asciutto, in seguito va fritto nell’olio bollente scolato e poi spezzato per esaltarne il sapore. A questo punto è perfetta la sua presenza nelle farciture, nella carne macinata o come aggiunta nei primi. Una ricetta che non può mancare in una cucina che si rispetti è peperone crusco e patate, ricetta tipica della Basilicata. Infine per concludere ne lodiamo la presenza all’interno di due piatti molto particolari e molto interessanti, quali cervello di vitello con piselli sbollentati e riso basmati al curry e un panino gourmet a base di pancia di vitello, senape, barbabietola, acciughe, cipolle, uovo di quaglia e tonno.

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